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In una gara come la Dakar, lunga e costellata di insidie, è spesso la strategia a giocare un ruolo da protagonista. L’aver studiato bene l’ordine di partenza delle varie tappe, capire in che posizione sia più conveniente tagliare il traguardo per non essere penalizzati eccessivamente nel giorno successivo, sono elementi che ciascuno dei contendenti alla vittoria finale del Rally Raid più famoso del mondo deve tenere in debita considerazione. 

© Eric Vargiolu / DPPI / Red Bull Content Pool
© Eric Vargiolu / DPPI / Red Bull Content Pool

Sebastien Loeb, nel caso specifico di questa Dakar 2019, finora sembra essere riuscito a valutare attentamente tutte le variabili. La ben poco esaltante 13^ posizione con cui aveva concluso il Day 1, infatti, nascondeva una ben chiara scelta strategica: il francese sapeva benissimo che nel corso della seconda tappa sarebbero state le auto e non le moto a partire per prime, e dunque nel tragitto che l’altro ieri ha portato la Dakar da Lima a Pisco ha fatto modo e maniera per farsi sopravanzare da più auto possibili. L’obiettivo? Semplice: avere a disposizione davanti a sé un numero sufficiente di “apripista” che, lasciando le loro tracce sulla sabbia, gli avrebbero permesso di districarsi con maggior facilità nel dedalo di dune che ha caratterizzato una seconda tappa lunga ben 553 km.

© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool

Supportato da una Peugeot 3008 DKR che in questi due giorni non ha minimamente dato mostra di subire il peso degli anni, il 9 volte Campione del Mondo del WRC – ora nella classifica assoluta con 1’56” di ritardo dalla vetta – ha chiuso davanti a tutti il Day 2 di questa 41^ edizione della Dakar completando il percorso cronometrato in 03:26:53. Alle sue spalle si è piazzato un ottimo Nani Roma, che con la sua MINI Countryman ALL4 ha disputato un eccellente seconda parte di prova fermandosi ad appena 8″ di distacco dal tempo di Loeb, mentre il podio è stato completato dalla Toyota Hilux di un Bernhard Ten Brinke che è stato in grado di pagare solamente 1’20” di ritardo da uno scatenato Loeb. Sorride poi, nonostante la 4^ posizione ottenuta in questo Day 2, Giniel De Villiers: l’alfiere del Gazoo Racing, staccato di 11″ dalla vettura gemella di Ten Brinke, si è infatti preso la vetta della classifica generale, riuscendo a mettersi alle spalle lo stesso olandese, Roma ed Al Rajhi.

Sono stati proprio l’arabo e la sua MINI Countryman ALL4 a prendersi la 5^ posizione di tappa in 03:29:26, mentre il primo Buggy del team MINI X-Raid ad arrivare al traguardo è stato quello di Cyril Despres. Il francese ha pagato 3’14” di ritardo dal crono di Loeb, ma peggio di lui ha fatto Sainz: il vincitore dell’edizione 2018 della Dakar è stato infatti preceduto al traguardo anche dall’altra 3008 affidata al team PH Sport – guidata da Harry Hunt -, ed avendo pagato 4’40” di distacco dal tempo dell’alsaziano è scivolato alle sue spalle anche in classifica generale, dove occupa ora la 6^ posizione. Buona poi la prova dell’idolo di casa Nicolas Fuchs ( a 5’01” dal crono di Loeb), mentre se conferma il suo iniziale ottimo stato di forma il russo Vasilyev – in Top Ten anche nel corso del Day 2 con la sua Toyota Hilux – a deludere nel corso di questa seconda giornata sono stati due degli attesi protagonisti di questa Dakar.

© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool

Difficile infatti stabilire a chi, tra Stephane Peterhansel e Nasser Al-Attiyah, sia andata peggio durante la tappa che da Pisco ha portato a San Juan de Marcona. “Mister Dakar” ha infatti perso circa 15′ dopo essere rimasto incastrato in una duna, mentre il qatariota ha avuto notevoli difficoltà di navigazione ed ha perso moltissimo tempo in una speciale che sulla carta avrebbe dovuto invece essergli favorevole. I due hanno chiuso la seconda tappa rispettivamente in 17^ ed 11^ posizione, scivolando in 8^ e 13^ piazza per quel che riguarda la graduatoria generale, ed è lecito supporre che vogliano subito provare a risalire la classifica. Si registra infine il ritiro per Orlando Terranova, che ha accusato un fortissimo mal di schiena dopo un incidente occorsogli al km 178 della tappa: elitrasportato per degli accertamenti all’ospedale di Ice, il pilota della MINI ha visto purtroppo finire con largo anticipo la sua Dakar.

Ecco la Top 10 della classifica della seconda tappa:

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Ecco la Top 10 della classifica generale al termine della seconda giornata:

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Non si può certo dire che le KTM abbiano atteso molto prima di far sentire la propria voce, per quel che riguarda le moto. Il Day 2 della Dakar 2019 ha visto infatti trionfare il vincitore dell’edizione 2018 del Rally Raid per eccellenza, vale a dire Matthias Walkner: l’austriaco della Casa di Mattighofen ha beffato negli ultimi waypoint lo statunitense Ricky Brabec, che con la sua Honda aveva imposto il proprio ritmo sin dalle primissime fasi del percorso cronometrato, ed ha completato la prova in 03:23:57.

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Alle spalle di Brabec, staccato di appena 22″ dal crono di Walkner, si è piazzato Joan Barreda. L’altro alfiere di HRC non ha corso rischi eccessivi durante la seconda giornata, e l’aver concluso la prova accusando 1’41” di ritardo da Walkner gli ha anche permesso di mantenere la leadership provvisoria in una classifica generale che lo vede inseguito proprio da Walkner e Brabec. Al 4° posto di giornata si è messo poi Toby Price: l’australiano sembra che stia ancora cercando di testare l’affidabilità del polso recentemente infortunato, e pur correndo in maniera abbastanza cauta sta riuscendo nell’impresa di non accumulare troppo ritardo rispetto ai suoi diretti avversari.

Buon è stato poi Pablo Quintanilla in sella alla sua Husqvarna, mentre si è accontentato della 6^ posizione Sam Sunderland, che con un’altra KTM ha chiuso il Day 2 accusando 6’03” di distacco dal crono messo a segno da Walkner. Si conferma nella Top Ten Adrien Van Beveren: il francese ha completato il percorso cronometrato in 03:33:02, rifilando così 54″ di ritardo alla Honda di Kevin Benavides e ben 3’20” all’Husqvarna di Andrew Short, comunque buon al termine della prima vera tappa di questa Dakar 2019. A chiudere la Top Ten di questo Day 2 provvede poi Jose Ignacio Cornejo: il cileno, in sella alla Honda #10, ha accusato un distacco di 13’43” dal tempo di Walkner pur riuscendo a rimanere in 9^ posizione assoluta proprio davanti a Short.

© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool

27^ piazza poi per Laia Sanz, prima tra le donne anche in questo Day 2, mentre i migliori italiani sono stati Maurizio Gerini e Jacopo Cerutti, rispettivamente 32° e 33° al termine della seconda prova. Cerutti è anche l’italiano meglio piazzato in classifica generale, grazie alla sua 34^ posizione a 50’11” dal tempo di Barreda, mentre ha chiuso il Day 2 in 130^ posizione Nicola Dutto, il primo pilota paraplegico della storia ad affrontare in moto la Dakar.

Ecco la Top 10 della classifica della seconda tappa:

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Ecco la Top 10 della classifica generale al termine della seconda giornata:

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Tags : Dakardakar 2019Day 2loebrally raidwalkner
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT nel Carrera Cup Italia, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono partner di RedBull.com e accreditato F1. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.