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Terra, Anno Domini 2023. A dispetto di quanto i più reazionari appassionati dell’automobilismo potessero prevedere solamente pochi anni fa, la transizione elettrica sta davvero prendendo forma sotto i loro occhi. Le vetture sprovviste del tradizionale motore a combustione interna si moltiplicano, le colonnine adibite alla ricarica si decuplicano, i mezzi sospinti dai fedeli ICE diminuiscono, le possibilità di scelta per gli acquirenti fedeli al propulsore termico si riducono.

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Sulle strade che percorriamo tutti i giorni c’è sempre meno spazio per le automobili dotate di un motore a scoppio. Dai listini svaniscono motorizzazioni che per anni hanno caratterizzato questo o quel marchio, scompaiono sigle che per decenni ci hanno fatto immediatamente comprendere se questa o quell’auto fosse mossa da un motore turbobenzina da un turbodiesel, da un motore benzina aspirato, da un boxer o persino da un Wankel. Il mondo dell’automotive, così come è stato conosciuto dalla generazione nata nei primi anni ’90, sta cambiando. E lo sta facendo in modo tanto rapido quanto inesorabile, sospinto com’è dall’onda di un’elettrificazione forse troppo avventata e frettolosa.

Tenendo ben distinta la particolare e irreplicabile situazione vissuta dai brand di lusso, non sono poi molti i marchi che in questa epoca di trasformazioni hanno deciso di abbracciare con moderazione e misura la transizione elettrica. Cupra, casa automobilistica resasi indipendente nel 2018 dopo avere vissuto sotto l’ala di Seat, è fortunatamente tra questi.

Ad Abrera, sede del marchio, l’identità di un brand che per anni è stato simbolo delle versioni più veloci, aggressive e potenti delle vetture uscite dagli stabilimenti di Martorell non è stata cancellata nell’arco di una sola notte. Nonostante un design in grado di strizzare l’occhio a una gioventù sempre più affine alla tecnologia avanzata che caratterizza le vetture elettriche del presente e soprattutto del prossimo futuro, le radici non sono state rinnegate. È vero, la compatta full-electric Born è ben presente a listino. Ma al suo fianco, proposte per di più con una varietà di motorizzazioni termiche che sembra arrivare direttamente da un’altra epoca dell’automotive, ci sono Leon e Formentor. Che, almeno nell’immediato futuro, non hanno alcuna intenzione né di scomparire né tantomeno di snaturarsi.

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Ecco svelato il perché dei tanti – e motivati – paragoni con la versione VZ a benzina…

Ciò, a ben guardare, è decisamente una grande fortuna soprattutto quando si è alle prese con automobili di evidente successo come la Cupra Formentor. Il SUV coupé del brand spagnolo, il primo modello realizzato interamente da ed esclusivamente per Cupra e privo dunque di una propria controparte marchiata Seat, sin dal momento della sua comparsa sui listini del nuovo si è fatto apprezzare dalla stragrande maggioranza degli automobilisti. Caratterizzata com’è da una linea tagliente, spigolosa e accattivante, resa sostanzialmente inconfondibile da un cofano motore imponente e muscoloso, la Cupra Formentor è una delle vetture rialzate più belle che si possano attualmente trovare in circolazione.

Lungo 4.446 mm, largo 1.839 mm e alto 1.520 mm, il SUV coupé spagnolo pur avendo una presenza scenica di assoluto livello in strada riesce a non apparire pachidermico e impacciato agli occhi di chi guarda. Giocando in modo efficace con gli angoli, i designer di Cupra hanno trovato una quadra pressoché perfetta regalando alla Formentor un look estremamente caratteristico. La firma luminosa dei fari full-LED con tecnologia Matrix incastona la griglia anteriore sulla quale campeggia il logo bronzeo del brand, le venature del cofano accentuano un’aggressività della vettura che è rivendicata anche dagli enormi cerchi da 19” disponibili come optional e abbinati a pneumatici 245/40, gli spigoli vivissimi dell’intera zona posteriore regalano carattere e personalità all’intera vettura. Certo, ai più sobri e pacati tra gli automobilisti tutta questa… appariscenza potrebbe non piacere, ma è innegabile che in un mare magnum di vetture tremendamente simili o drammaticamente uguali la Cupra Formentor sia una delle poche auto in grado di distinguersi dalla massa.

Omologato per 5 persone, il SUV coupé di Abrera offre un bagagliaio la cui capacità varia a seconda della tipologia di trazione – e motorizzazione – selezionata. Se sulle varianti con trazione anteriore si potrà infatti disporre di 450 l, sulle versioni dotate di trazione integrale si avranno a disposizione 420 l per via degli ingombri del differenziale. I viaggi lunghi, in entrambi i casi, non rappresenteranno assolutamente un problema: il bagagliaio della versione 2.0 TDI 150 CV 4Drive si è infatti rivelato ampiamente sufficiente per contenere tutte le valigie, gli zaini e i borsoni necessari per raggiungere il Circuit de la Sarthe, la nostra casa nella settimana della 24 Ore di Le Mans. Attraversare mezza Europa al volante di questa Cupra Formentor si è rivelato incredibilmente piacevole. Se con i bollori del mese di giugno non sono tornati particolarmente utili i sedili riscaldati, molto apprezzato è stato invece l’ampio tetto panoramico in vetro, proposto come optional e capace di donare davvero grande luminosità all’intero abitacolo. La posizione di guida è buona, il rischio di incappare nel temutissimo “effetto camion” che alcune vetture rialzate trasmettono loro malgrado è assolutamente scongiurato, e le uniche note stonate sono quelle che i possessori di una Formentor ben conoscono: se l’impianto di infotainment e navigazione è infatti di buon livello – anche grazie all’integrazione wireless e non con Apple CarPlay e Android Auto – spiccano in negativo la macchinosità dei comandi legati al clima e la mancanza di una retroilluminazione sulla barra orizzontale che consente di gestire temperatura e volume. Il cruscotto digitale, oltre a offrire una discreta varietà di personalizzazioni nelle diverse schermate, è una vera e propria miniera di informazioni, e anche per quanto riguarda la qualità dei materiali la Cupra Formentor riesce a farsi valere abbastanza bene. Come accade ormai da anni sulla stragrande maggioranza delle vetture è solo nella parte bassa della plancia e dell’abitacolo che le plastiche perdono di qualità, mentre lì dove si posano gli occhi degli occupanti tutto è curato nel dettaglio. Gradevole e personalizzabile è anche l’illuminazione interna, che abbraccia la parte anteriore dell’abitacolo con una striscia luminosa e con dei LED nella zona delle maniglie delle portiere e che consente di scegliere la combinazione cromatica da voi preferita qualora non vogliate che sia la modalità di guida selezionata a decidere quale colorazione regalare all’abitacolo.

Già, le modalità di guida. Così come tutte le altre Formentor, anche la versione spinta dal 2.0 TDI da 150 CV ne mette a disposizione diverse al fine di venire incontro alle esigenze di conducente e passeggeri. Equipaggiato di serie con il fidato DCC (il Dynamic Chassis Control), il SUV coupé di Abrera lo si può guidare in modalità Comfort, Sport, Individual e… Off-Road. Quest’ultima opzione è prerogativa esclusiva delle Formentor dotate di trazione integrale, quelle dalle quali scompare la più performante modalità Cupra presente invece sulle VZ e sulle versioni dotate di trazione anteriore. La scelta appare oltremodo sensata, soprattutto nel momento in cui sotto al cofano motore trova posto un pacioso turbodiesel da 2.000 cc di cilindrata in grado di erogare 150 CV di potenza massima e 360 Nm di coppia motrice: se è vero che questo propulsore è in grado di muovere senza alcun patema – e anzi con un certo brio – i 1.627 kg in ordine di massa della Cupra Formentor, è infatti altrettanto vero che non si possa pretendere chissà quale performance sportiva da una vettura che copre lo 0-100 km/h in 8”6 e che raggiunge i 203 km/h di velocità massima. Meglio dunque allestire una modalità che metta in risalto la presenza del differenziale Haldex, che abbinato al fedele cambio automatico DSG a 7 rapporti promette di rendere la Cupra Formentor 4Drive utilizzabile anche su quei terreni sconnessi e scivolosi da cui con le versioni VZ si tende invece a tenersi a distanza.

Nonostante un’indole dunque decisamente più tranquilla rispetto a quella delle sue cugine munite di motore a benzina e cavalleria superiore, anche questa variante familiare del SUV coupé di Abrera risulta molto piacevole da guidare. Comoda in modalità Comfort nonostante l’esigua spalla degli pneumatici imposta dai cerchi da 19”, rigida ancor più di quanto non lo sia con il suo assetto di base in modalità Sport, la Cupra Formentor 2.0 TDI è un’animale da lunghe percorrenze. Risulta estremamente stabile nei lunghi curvoni autostradali, molto fluida nella guida su percorsi extraurbani, e una volta in Sport trasmette anche sensazioni piacevoli a chi è al volante: lo sterzo è piuttosto diretto per un’auto di simili masse e dimensioni, con il DCC che lavora egregiamente per limitare quanto più possibile rollio e beccheggio. Non siamo chiaramente alle prese con una vettura sportiva e si percepisce la differenza con l’ancora più aggressiva modalità Cupra presente sulle varianti VZ, ma l’indole di fondo di Cupra resta ben presente anche su questa versione: sono pochi i SUV che si guidano in maniera migliore di questo, e molto spesso appartengono a categorie – o a fasce di prezzo – decisamente differenti e superiori. I freni tengono a bada senza problemi le masse del mezzo nonostante non siano al livello dell’impianto Brembo proposto come optional, mentre il fido turbodiesel, nonostante si ritrovi a vivere in un’epoca che sta ormai facendo di lui il nemico pubblico numero uno, spinge sin dai bassi regimi senza esitazione alcuna, stupendo non poco sul fronte dei consumi grazie alla sinergia con il cambio doppia frizione. Tenendo conto delle masse in gioco, della resistenza all’avanzamento offerta da sezione frontale dell’auto e impronta a terra degli pneumatici e delle quattro ruote motrici, i 16,9 km/l registrati in media nel corso della nostra prova rappresentano infatti un risultato di tutto rispetto pure ammettendo che i percorsi affrontati – principalmente extraurbani e autostradali – abbiano giocato a favore della Cupra Formentor. Gli appena citati percorsi, peraltro, hanno permesso di apprezzare non poco gli ADAS presenti sulla vettura: dal Lane Assist all’Adaptive Cruise Control, dagli abbaglianti automatici in grado di creare un “cono” d’ombra nel momento in cui sopraggiunge un’auto in direzione opposta alle telecamere perimetrali, tutto ha reso estremamente confortevole un viaggio lungo oltre 1.500 km.

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Certo, qualcuno potrebbe alzare il dito e sostenere che sia poco in linea con la storia del marchio celebrare una Cupra per la sua comodità e per i suoi consumi ridotti. Quel qualcuno avrebbe ragione solo se ci trovassimo a vivere in un’altra epoca. Al giorno d’oggi i tempi del mondo dell’automotive stanno cambiando, e non c’è più spazio solo e soltanto per vetture termiche ad alte prestazioni nelle logiche di mercato di un brand. Occorrono versioni più… “civilizzate”, destinate a un utilizzo comune e diffuso, per far sì che anche automobili più performanti riescano a sopravvivere in una nicchia che si restringe purtroppo giorno dopo giorno. Il grande merito della Cupra Formentor 2.0 TDI, a ben guardare, è proprio questo: con un prezzo di partenza di 43.000 € non solo riesce a regalare soddisfazioni anche a coloro che per svariati motivi non possono (o non vogliono) acquistare un’automobile a benzina, ma è capace di farlo non snaturando del tutto la propria natura di Cupra, rimanendo fedele all’animo del marchio senza esserne avulsa. Un qualcosa che, invece e loro malgrado, molte altre autovetture non sono state in grado di fare.





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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1", sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Sono accreditato FIA per F1, WRC, WEC e Formula E e ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow