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F1, analisi telemetrie qualifiche Spa: quante differenze tra i team!





Max Verstappen è riuscito a concludere un giro strepitoso nel corso delle qualifiche del GP del Belgio. L’olandese ha distanziato di oltre 8 decimi il primo degli inseguitori Charles Leclerc imponendo distacchi abissali a tutti. Vediamo dove è riuscito a fare la differenza in questa analisi delle qualifiche di F1 a Spa.

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Verstappen legge il paragrafo soprastante e si accorge di quanto è forte | © Mark Thompson / Getty Images

Verstappen vs Ferrari: tutto il distacco accumulato nel secondo settore

La Ferrari, al contrario dello scorso anno, è risultata quasi veloce quanto la Red Bull nei rettilinei. Sette degli otto decimi di distacco tra Leclerc e Verstappen sono stati collezionati nel secondo settore, in particolare in curva 9 dove l’olandese ha avuto una velocità minima ben 7 km/h superiore a tutti gli altri. Risulta difficile dire dove finiscano i meriti della Red Bull e inizino quelli del pilota dal momento che Sergio Perez ha percorso le curve del secondo settore alle stesse velocità dei due piloti Ferrari. L’impressione è quella di vedere una Red Bull leggermente superiore sul giro di qualifica, ma che è stata portata su un altro pianeta dall’incredibile sensibilità di Max Verstappen, da sempre fenomenale nell’interpretare le condizioni cangianti della pista.

f1 analisi qualifiche spa
Verstappen vs Leclerc: analisi qualifiche F1 Spa

Verstappen vs Perez: tutto il distacco accumulato nel secondo settore (parte 2)

Comparando il giro di Verstappen con quello del compagno di squadra Perez si nota come l’olandese riesca a fare la differenza in quasi ogni curva del secondo settore. Il campione del mondo in carica riesce ad uscire meglio da Les Combes rispetto al compagno di team. Nella già citata curva 9 l’olandese è transitato ben 7 km/h più veloce rispetto al #11 mentre a Pouhon Verstappen ha evitato di mettere l’ottava marcia per avere una maggiore accelerazione nell’allungo che porta alla chicane delle curve 12 e 13. Guardando i giri motore in corrispondenza del Pouhon (circa 3800 metri sull’asse x) infatti si nota come la linea bianca che indica quelli di Perez crolli fino a scendere a 10 000 rpm mentre quella dell’olandese scenda solo fino a 11 000 rpm circa. Anche in curva 13, neanche a dirlo, Verstappen è riuscito a mantenere una velocità di percorrenza di più di 5 km/h maggiore del compagno di squadra. In pratica in ogni parte di pista dove era possibile fare la differenza Max Verstappen ha fatto la differenza: un giro veramente fenomenale.

Verstappen vs Perez: analisi qualifiche F1 Spa

Analisi qualifiche F1 a Spa: Mercedes da basso carico, ma il DRS Red Bull fa ancora la differenza

Nelle ultime gare, complici piste che richiedono assetti da carico più alto, non si era più vista la differenza che faceva il DRS della Red Bull in piste come Jeddah e Baku. A Spa invece, con assetti più scarichi, il vantaggio della Red Bull a DRS aperto si è notato nuovamente. Guardando le velocità delle due Ferrari, delle due Mercedes e delle due Red Bull sul rettilineo del Kemmel si nota infatti come all’inizio dello stesso le due Red Bull e la Mercedes di Russell siano le monoposto più lente mentre dopo l’apertura del DRS (circa 1550 metri sull’asse x) le monoposto #1 e #11 raggiungano picchi di velocità inarrivabili per i rivali.

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Questo effetto si nota anche guardando il giro completo di Hamilton: nel rettilineo del Kemmel l’inglese percorre Eau Rouge – Raidillon più velocemente, ma viene superato da Verstappen in termini di velocità nella seconda metà di rettilineo. D’altro canto nel rettilineo di ritorno, senza DRS, l’inglese fa segnare velocità più alte per tutta la durata dell’allungo. Questa velocità sui dritti viene però pagata a caro prezzo nel secondo settore, in particolare al Pouhon che il sette volte campione del mondo affronta a “soli” 265 km/h, ovvero 11 km/h in meno di Verstappen e addirittura 18 km/h in meno della McLaren di Lando Norris.

Analisi qualifiche F1 a Spa: McLaren con tantissimo carico, ma soffre sul dritto

Oscar Piastri, complice un Lando Norris con il fondo danneggiato e riparato con il nastro adesivo, è stato l’unico a contenere il distacco da Verstappen nel secondo settore a 155 millesimi mentre tutti gli altri hanno pagato distacchi superiori ai 7 decimi. Dalla telemetria si vedono chiaramente i punti forti e quelli deboli della McLaren. Nei rettilinei le monoposto di Woking pagano ancora qualche km/h di differenza di troppo, complice anche un’ala posteriore più carica rispetto ai rivali. Il grande carico aiuterà sicuramente la McLaren nella gestione gomma e in condizioni da bagnato, ma diventerà difficile difendersi o sorpassare i rivali con questo gap di velocità in rettilineo. In curva invece la monoposto inglese è addirittura superiore alla Red Bull: da curva 5 alla frenata di curva 8 (Bruxelles) Piastri aumenta costantemente la sua velocità e alza il piede dall’acceleratore meno di Verstappen, così come in curva 12 e 13, segno del grande carico generato dalla vettura. Al Pouhon le due McLaren sono risultate le più veloci, così come in curva 12. Da notare come l’australiano si permetta il lusso di non toccare il freno prima del Pouhon e mollare l’acceleratore fino a scendere al 59% mentre l’olandese sia costretto a frenare a parzializzare fino a scendere al 26%. Nel secondo settore solo il talento fenomenale di Verstappen in curva 9 è riuscito a violare le leggi della fisica per battere Piastri.

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Qui sotto invece sono rappresentate le velocità minime di percorrenza curva per curva, le velocità massime toccate durante la sessione di qualifica e la parzializzazione dell’acceleratore al Pouhon.





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Fabio Catalano

The author Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io