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F1, il weekend Sprint in Cina preoccupa i piloti: “Non corriamo lì da 5 anni, scelta poco saggia”





Nella conferenza stampa successiva al GP di Suzuka, Verstappen, Perez e Sainz hanno espresso le proprie perplessità riguardo alla scelta di disputare un weekend sprint nel prossimo GP di Cina, tracciato sul quale la Formula 1 non corre dal lontano 2019. Le preoccupazioni principali riguardano la disponibilità di una sola ora di prove libere e il recente riasfaltamento della pista.

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Conferenza stampa GP del Giappone 2024 | © FIA

Il quarto appuntamento stagionale del campionato del mondo 2024 di F1 si è concluso ancora una volta nel segno di Max Verstappen, che è ora a ben tre successi stagionali; l’unica eccezione è stata l’Australia, gara in cui il campione del mondo in carica ha dovuto ritirarsi a causa di un problema tecnico ai freni della sua RB20 dopo appena 3 giri. La corsa di Suzuka si protrae, dopo la bandiera a scacchi, nell’usuale conferenza stampa della FIA dedicata ai primi tre classificati; durante queste ulteriori interviste viene chiesto ai piloti presenti un parere sul prossimo GP di Cina, che andrà in scena il 21 aprile. In particolare, a Verstappen, Perez e Sainz viene domandata un’opinione riguardo alla scelta di disputare un weekend nel format sprint (che quindi ricordiamo avrà solo una sessione di prove libere di un’ora) su un tracciato su cui la F1 non corre dal 2019, presentando dunque non poche sfide per tutti i team.

Il primo ad esprimere il proprio parere è il fresco vincitore del GP di Suzuka “Sì, molto intelligente prendere questa decisione” commenta sarcastico il #1. “Non penso sia una buona idea, diciamolo così. Quando si è stati lontani da un tracciato per un po’ penso che non si sappia bene cosa aspettarsi, giusto? Dunque, sarebbe stato meglio avere un weekend di gara normale in Cina. D’altra parte, probabilmente renderà tutto più incerto, e questo magari è quello che vogliono vedere. Ma da un punto di vista puramente di guida, da un punto di vista sportivo, non è la scelta più intelligente da prendere. Ma vedremo quando arriveremo lì. A me è sempre piaciuto guidare su quella pista. Spero che potremo partire subito con il piede giusto, e che non dovremo sistemare troppi aspetti della vettura.

Bocciata dunque la decisione della Sprint in Cina per il tre volte campione del mondo. Sulla stessa lunghezza d’onda si trova il suo compagno di squadra Sergio Perez, che spera inoltre non ci siano interruzioni o problemi nell’unica sessione di prove libere che i team avranno a disposizione: “Spero solo che non ci siano problemi con la pista” riflette Checo “per esempio con tombini, problemi di questo tipo. Quello manderebbe tutti fuori tempo. Penso che per lo spettacolo sia probabilmente una buona cosa. Ma credo che dal punto di vista della preparazione sarà decisamente complicato perché, per esempio, io non ho mai corso lì su una Red Bull, quindi ci sarà sicuramente molto da fare in una sola sessione di prove libere.

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Partenza del GP di Cina 2019 | © Zak Mauger / LAT Images

Infine, esprime il proprio parere sul format Sprint in Cina anche Carlos Sainz: “Penso ci siano due diversi aspetti” afferma. “Credo che la Cina come circuito sia grandioso. Immagino sia uno dei preferiti di ognuno. È davvero una bella pista su cui correre e una pista che offre una buona possibilità di sorpasso, quindi ha senso avere una Sprint Race lì da questo punto di vista. Allo stesso tempo, è vero quello che abbiamo detto nel briefing dei piloti, lo abbiamo detto alla FIA e alla Formula 1: con questo tipo di macchine, affrontare un tracciato facendo una sola sessione di prove libere e andando subito in qualifica, con le regole che ci sono imposte – per esempio con il planck wear – o anche con quanto un solo dosso possa influenzare la vettura, penso che non sia una buona scelta mettere la Sprint dopo cinque anni di assenza.” Il #55 aggiunge anche un’ulteriore preoccupazione alle riflessioni dei due alfieri Red Bull, riguardante l’asfalto nuovo: “Abbiamo anche sentito che il tracciato è stato riasfaltato, quindi potremmo avere una Istanbul 2.0! Spero di no. Ma questo mostra l’imprevedibilità che potrebbe attenderci. Magari per voi a casa è emozionante, ma per gli ingegneri e i piloti è qualcosa per cui, nella mia opinione, non dovremmo prendere rischi e dovremmo avere un weekend normale.

Capiremo tra una decina di giorni se le preoccupazioni dei piloti riguardo il format Sprint in Cina siano fondate o meno; ciò che è certo è che tutte le scuderie avranno molto lavoro da fare a casa in preparazione a quello che potrebbe essere il weekend più complicato da affrontare in questo inizio di stagione 2024.





Tags : f1f1 2024gp cinasprint race
Mattia Pantiri

The author Mattia Pantiri

Classe 1997, seguo assiduamente la F1 dal 2010, ed essendo tifoso Ferrari potete immaginare il resto. Vivo a Leiden, in Olanda, dove sto facendo un dottorato in fisica. Scrivo da un anno e mezzo per Fuori Traiettoria, principalmente vi racconterò la Formula 1 e qualche volta anche la Indycar.