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Alonso: “I nuovi fan della F1 assomigliano a quelli calcistici”

Fernando Alonso ha parlato di come secondo lui i nuovi tifosi che si approcciano alla Formula 1 valutino le prestazioni con leggerezza.

26 Luglio 2022
3 min read

Fernando Alonso ha parlato di come secondo lui i nuovi tifosi che si approcciano alla Formula 1 valutino le prestazioni dei piloti con troppa leggerezza.

Fernando Alonso. Credit: FIA Formula 1

Negli ultimi anni la Formula 1 ha iniziato una massiccia campagna per attirare nuovi fan. Dopo che nelle ultime stagioni dell’era Ecclestone l’interesse per la categoria era scemato, da quando la gestione è passata nelle mani di Liberty Media i nuovi proprietari americani hanno sperimentato diversi modi per tornare ad essere uno degli sport più seguiti al mondo. Iniziative per i fan, un maggiore coinvolgimento sui social (e ricordiamo che fino al 2015 la F1 non aveva neanche un profilo ufficiale su Facebook o un canale YouTube), e, dulcis in fundo, la serie Netflix Drive to Survive, arrivata finora alla quarta stagione (e con la quinta già confermata), che, raccontando i retroscena della stagione appena terminata (a volte in maniera abbastanza romanzata), ha permesso a moltissimi giovani di scoprire e di avvicinarsi alla categoria regina del motorsport, ma che di contro è stata anche criticata da chi seguiva da prima il motorsport (come ad esempio l’ex pilota John Watson) poiché tendente ad un’eccessiva spettacolarizzazione.

Anche Fernando Alonso ha voluto dire la sua in merito. Intervistato da TheRace.com, lo spagnolo (non esattamente famoso per avere molti peli sulla lingua), pur senza nominare espressamente la serie Netflix, ha parlato dei nuovi fan. Un parere sicuramente esperto, visto che proviene da un pilota che ha esordito nel lontano 2001 e che ha vissuto diverse generazioni di tifosi. E infatti, ha proprio iniziato parlando di come lo vedono i giovani: “Adesso c’è una nuova generazione di tifosi che non c’erano nel 2006, quando ho vinto il mondiale, o nel 2012, quando ho lottato per il mondiale con la Ferrari. Ci sono un sacco di spettatori che non hanno mai visto Alonso lottare per la vittoria o per i podi, e da quando sono tornato il commento è ‘Cosa aggiunge allo sport?‘“. E, alla domanda su come spera che lo vedano i nuovi fan che non l’hanno mai visto vincere, lui risponde “Un combattente. Qualcuno che non molla facilmente, e che prova sempre a dare il massimo in ogni sessione, prova libera o gara, in ogni condizione o per qualunque posizione, sia essa la prima o la dodicesima”. “Credo che ciò che la gente pensa di me dall’esterno sia cambiata nel tempo. Probabilmente nel 2007 la gente aveva una certa idea di me come uomo o come pilota, che è poi cambiata quando sono andato in Ferrari, in un ambiente più latino”.

Dopodiché lo spagnolo ha quindi analizzato quella che secondo lui è la percezione globale dei piloti: “Adesso penso che tra i nuovi tifosi ce ne siano alcuni – e non voglio mancare loro di rispetto – che non ne sanno molto di F1. Sono molto più simili ai tifosi del calcio, che seguono solo i risultati. Per loro chi vince è il migliore, e chi arriva ultimo non è al livello della Formula 1. Non capiscono come come funzioni in merito alle prestazioni delle vetture o di tutto il pacchetto di cui uno ha bisogno. Quindi se in una sorta di montagne russe di emozioni su ciò che la gente pensa di te”.

“Se fai un buon weekend sei Dio, ma se ne fai uno brutto sei troppo vecchio, o troppo giovane, o quant’altro. Adesso i fan semplicemente guardano la gara, hanno delle emozioni a caldo al riguardo e poi non ci pensano più fino alla domenica successiva”. Lo spagnolo ha quindi concluso con una frase che riassume pienamente il suo pensiero “Non c’è più una vera e propria cultura del motorsport”.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, scrivo su Fuori Traiettoria dal 2019 e non ho ancora imparato se si scrive tutto attaccato o meno. Su questo sito ho trattato di tutto, dalla F1 alla F4 cinese, ma mi occupo principalmente di formule minori, Formula E e GT. Sono accreditato FIA, SRO, ACO e ACI, e considero la mia domenica ideale andare in pista o guardare le corse in televisione

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