Nelle FP1 di Città del Messico, la sessione meno significativa dell’intero weekend, ben 10 sedili sono stati occupati da piloti non titolari in virtù dell’obbligatorietà per i team di schierare per – almeno due sessioni lungo la stagione – un debuttante. In questo caso Vesti (Mercedes), Iwasa (Red Bull), Fornaroli (McLaren), Tsolov (Racing Bulls), Mini (Alpine), Hirakawa (Haas), Slater (Audi), Browning (Williams), Crawford (Aston Martin) e Colton Herta (Cadillac) hanno preso il posto rispettivamente di Russell, Verstappen, Norris, Lawson, Colapinto, Ocon, Bortoleto, Albon e Stroll. Regolarmente in pista il leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, sulla sua Mercedes #12 poterà contare su due sessioni di prove libere a differenza del team-mate Russell; ciò porta a 3 il numero di italiani contemporaneamente in pista, record assoluto dal 2011.
Come ampiamente prevedibile, i primi giri delle FP1 sono serviti per pulire il tracciato della inquinatissima e polverosa Città del Messico, con tutti quanti su gomme Hard (C3) tranne Piastri, Lindblad, Alonso e Tsolov. Da considerare che, rispetto allo scorso anno, nell’edizione 2026 del GP del Messico Pirelli ha portato le tre specifiche di gomma più morbida (C5, C4, C3 contro le C4, C3 e C2 del 2025). A inizio sessione i dati hanno evidenziato 43 ° C per la temperatura del tracciato e 22 ° C per quella dell’aria, rarefatta a causa dell’altitudine alla quale l’Autodromo Hermanos Rodriguez si trova.
Piastri, tra l’altro, è stato il primo a spiattellare il suo fresco set di Medium in ingresso di curva 4. Dopo 10 minuti, per dare un riferimento con i tempi segnati poi a fine sessione, il più veloce è stato Lindblad su Racing Bulls (1’21”082).
Hadjar, che sembra aver ritrovato la voce dopo le grida in radio durante il GP degli Stati Uniti a causa della mancanza di potenza sulla sua Power Unit Red Bull, ha ripetuto – più pacatamente – il discorso dopo soli 11’ dalla bandiera verde sulle FP1 del GP del Messico ed è stato costretto a rientrare molto lentamente ai box per verificare il problema.
Alla curva Peraltada (o quello che ne rimane…) Antonelli è stato a pochi centimetri dall’impatto contro il muro di sinistra, scodando sull’asfalto nuovo (posato quest’anno da curva 16 a curva 1) ma alzando prontamente il piede prima del GigapendoloTM. Leonardo Fornaroli, negli stessi istanti, ha vissuto lo stesso brown-code alla curva 11 dopo essere sceso violentemente dal cordolo interno; McLaren recuperata con maestria, bravo.
A 36 minuti dalla bandiera a scacchi sulle FP1 del Messico è già momento di rientrare per la maggior parte dei piloti, che nella prima parte di sessione sono stati impegnati con la familiarizzazione e pulizia del circuito, completando in media una decina di giri.
Per la Ferrari di Hamilton è stata anche occasione di prove aerodinamiche, con un aero rake montato sul posteriore della vettura #44; per l’Audi di Slater è stata anche occasione di provare un giro intero del tracciato con un ventilatore ancora inserito nelle pance laterali. Non credo fosse nei piani (tanto che la FIA ha notato la cosa), ma vabbè; per la prossima volta: evitare di colorare di giallo fluo quei dispositivi, così da non essere scoperti in caso di errore. Per concludere in bellezza, sessione in stand-by dopo soli 6 giri per l’inglese, costretto a spegnere l’Audi nel garage.
Proprio a metà sessione sono state le Ferrari a firmare i primi giri “veloci”. Hamilton su Hard il migliore temporaneo (1’19”137), Leclerc il secondo (su Soft) in 1’19”197. Subito dopo il monegasco è stato in grado di migliorarsi, portando la Ferrari in cima alla colonna dei tempi con 1’18”128. Colton Herta, su Cadillac, a questo punto della sessione è ultimo con un miglior tempo di 1’22”452 (+4,3”)
Le McLaren hanno dimostrato ancora una volta il loro rapporto complicato con le frenate, con prima Piastri e poi Fornaroli a bloccare violentemente l’anteriore in ingresso di Curva 1.
Con 15’ ancora sul cronometro delle FP1 a Città del Messico, sempre più team hanno iniziato a dotare di gomme Soft i propri piloti, ma nel tempo di 2 minuti ecco chiamata una VSC a causa della Aston Martin di Crawford ferma nella via di fuga di curva 1 a causa di un problema tecnico (presumibilmente relativo alla batteria). Rimosso il pericolo a 11’ dal termine, tutti hanno potuto riprendere il loro lavoro.
Interessante il tempo di Fredrik Vesti su Mercedes, momentaneo 3° in 1’18”861 (a solo 1 decimo scarso dal quasi campione Kimi Antonelli) dopo 18 giri; anche Ayumu Iwasa con la Red Bull di Verstappen non male, con il best in 1’19”113 su gomme Medium.
A 5’ dalla fine delle prove libere è tornata in pista l’Audi di Slater, che ha annunciato al mondo il suo ritorno con un bloccaggio completo dell’anteriore nella staccata di curva 1. Colton Herta, nel frattempo, con i 24 giri completati ha dimostrato definitivamente l’inutilità della Superlicenza FIA ottenendola senza aver raggiunto risultati di prestigio in carriera e chiudendo la sessione in 22a e ultima posizione, a oltre 3 secondi di distacco dal leader della sessione e a 1 secondo tondo dal compagno Sergio Perez (18°). L’americano, con 29 giri totali alle spalle, ha preso paga anche dall’Audi di Slater che è stata in grado di compiere solo 14 giri.
Dunque, ricapitolando, Charles Leclerc su Ferrari è stato il più rapido della sessione con quell’1’18”128 segnato a metà FP1. Con il 2° tempo Andrea Kimi Antonelli, staccato di oltre 6 decimi dal ferrarista. Fredrik Vesti ha fatto invece segnare un ottimo 3° tempo, a meno di 1 decimo dal leader del Mondiale! Dietro di lui la Ferrari di Hamilton, che ha fermato il cronometro a 1’18”886 per battere la Red Bull di un buonissimo Iwasa (1’19”113).
Dopo Gasly (6°) troviamo addirittura la Aston Martin di Fernando Alonso (+1’229 da Leclerc) che evidenzia come la parte bassa della classifica sia stata occupata da moltissimi rookie. Tsolov su VCARB è stato il migliore dopo Vesti e Iwasa, ma è solo 12° (!); il peggiore, come detto, lo consociamo bene e ce lo aspettavamo. Mini, su Alpine, fa il 14° tempo e si classifica meglio di Fornaroli che con la McLaren non ha trovato mai il feeling chiudendo solo 17° a 2,1” da Leclerc e 9 decimi dal compagno Piastri.
Risultati FP1 GP Città del Messico 2026 F1


