Le FP2 del GP d’Australia vanno a Oscar Piastri, primo con la MCL40 davanti a entrambe le Mercedes. Inseguono le due Ferrari e Verstappen, notte fonda per Cadillac e Aston Martin.

Ci si attendeva una risposta da parte dei motorizzati Mercedes dopo i risultati emersi al termine delle FP1 e, come nelle grandi storie, quella risposta è arrivata puntuale. Quasi come a voler dare forma più concreta alla gerarchia solamente ipotizzata durante le due sessioni di test del Bahrain, infatti, alcune vetture spinte dalla Power Unit della Stella hanno fatto la voce grossa nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Australia 2026.
Al termine della simulazione di qualifica è stato Oscar Piastri a svettare. L’australiano ha fermato il cronometro sull’1’19”729, abbassando di oltre mezzo secondo il miglior tempo messo a segno da Leclerc nel corso delle FP1 e staccando per poco più di due decimi Andrea Kimi Antonelli. L’italiano, dal canto suo, ha rifilato 106 millesimi di secondo al compagno di squadra George Russell, 3° a completare un podio virtuale completamente monopolizzato da auto motorizzate Mercedes. Il #63, autore di una simulazione di gara di assoluto rilievo, per un solo millesimo è riuscito ad avere la meglio su un Lewis Hamilton parso finora decisamente più pimpante rispetto alla deprimente seconda metà di 2025.
Il #44 si è piazzato appena davanti a Charles Leclerc, 5° in 1’20”291, con il monegasco che a sua volta è riuscito a precedere in classifica Max Verstappen. L’olandese, costretto a perdere qualche minuto in più del previsto all’interno del proprio garage dopo che un intoppo tecnico aveva fermato la sua RB22 in corsia box, è l’ultimo pilota di queste FP2 ad avere accusato un distacco dalla vetta inferiore a 1”. Appena oltre questa simbolica soglia troviamo infatti Lando Norris che, dopo avere perso gran parte della prima sessione di libere per via di un problema al cambio della sua MCL40, ha chiuso al 7° posto appena davanti dall’ottimo Arvid Lindblad, nuovamente in top ten dopo il positivo debutto nelle FP1.

Isack Hadjar – 9° a +1”212 da Piastri – ha preceduto al traguardo Esteban Ocon, 10° e inseguito dal compagno di squadra Oliver Bearman e dall’Audi di Nico Hulkenberg, con Liam Lawson che ha invece chiuso 13° davanti alla R26 di Gabriel Bortoleto. Alle spalle del brasiliano troviamo un quartetto di motorizzati Mercedes: Alexander Albon, Pierre Gasly, Carlos Sainz e Franco Colapinto si sono infatti spartiti le posizioni che vanno dalla 15ª alla 18ª, accumulando distacchi dalla vetta che vanno dagli oltre 2”3 del #23 a quasi 3” del #43. Dietro di loro, a formare un trenino ben poco allegro, ci sono solamente le due Cadillac e le due Aston Martin: tra loro è stato Valtteri Bottas – 19° a +3”931 – a vivere le FP2 più lineari, con Fernando Alonso e Lance Stroll che non sono riusciti a completare più di 20 giri ciascuno e con Sergio Perez che è stato costretto a trascorrere quasi l’intera sessione da spettatore per via di un guasto occorso alla sua monoposto.
Rispetto a quanto accaduto nelle FP1, le FP2 hanno saputo dare qualche indicazione in più anche per quel che riguarda il passo gara. Nei long run è stata finora Mercedes a farla da padrone, come da previsioni: George Russell ha impresso un ritmo davvero interessante alla sua simulazione di gara, completando 12 giri con gomme Hard su un passo medio dell’1’23”713. Neppure Andrea Kimi Antonelli, comunque autore di un buon long run in 1’24”177 di media, è riuscito ad avvicinare il ritmo del #63.

Più distante dal duo Mercedes è parso Oscar Piastri, che ha però effettuato il suo long run sull’1’24”848 utilizzando gomme Soft, mentre poco indicativa è stata la simulazione gara di Lando Norris: il #4 ha sì sparato un giro da urlo in 1’22”989, ma la differenza cronometrica è talmente evidente da lasciare supporre con un certo grado di certezza che l’inglese della McLaren fosse molto più scarico di carburante per simulare una fase di gara diversa rispetto a quella oggetto del lavoro dei suoi colleghi. E le Ferrari? Beh, è presto detto: Lewis Hamilton ha completato il proprio long run con un ritmo medio di 1’24”411 pagando quindi diversi decimi nel confronto con il duo Mercedes, mentre Charles Leclerc – che ha faticato maggiormente rispetto alle FP1 e che ha visto la sua simulazione gara rovinata da un paio di errori in frenata con conseguenti escursioni nelle vie di fuga – ha chiuso con un poco indicativo 1’25”700 di passo medio.



