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Formula E: Evans trionfa dal fondo e Wehrlein salva il podio in casa nella seconda gara di Berlino

La gara del secondo E-Prix di Berlino è una prova di pazienza e gestione con Mitch Evans che costruisce una vittoria da manuale partendo dalle retrovie e Oliver Rowland che replica la stessa impresa. Pascal Wehrlein, dopo aver conquistato la pole, scivola indietro ma riesce comunque a salvare il podio davanti al pubblico di casa.

3 Maggio 2026
3 min read
Mitch Evans vince la gara due del weekend di Berlino in Formula E del 2026

Nel Round 8 del Berlino E-Prix, Mitch Evans conquista la vittoria dopo una rimonta dalle retrovie grazie a una gestione impeccabile dell’energia. Alle sue spalle Oliver Rowland completa la rimonta fino alla seconda posizione, mentre Wehrlein passa da leader a inseguitore salvando il podio davanti al suo pubblico.

Qualifiche ribaltate rispetto a ieri: Wehrlein in pole

L’idolo di casa Pascal Wehrlein si prende la pole del secondo E-Prix di Berlino sfruttando al massimo un Tempelhof dove tutto si decide sui dettagli, portando la Porsche davanti alla DS-Penske di Barnard per una prima fila racchiusa in pochi millesimi. Rispetto a ieri cambia tutto: chi aveva dominato sparisce e chi era rimasto più nell’ombra viene fuori al momento giusto. Alle spalle dei primi due, Cassidy ed Eriksson confermano una qualifica tiratissima ma senza riuscire a fare l’ultimo salto. Segnali di risveglio anche da Vergne, di nuovo nelle posizioni che contano insieme a Maloney, in un gruppo di testa molto più rimescolato rispetto alla prima gara. E poi c’è il capitolo esclusi eccellenti: Müller e Mortara passano da protagonisti a comprimari nel giro di poche ore con l’errore a muro che complica ulteriormente la giornata dell’italo-svizzero mentre più indietro Rowland ed Evans restano fuori dai giochi (salvando però un treno di gomme nuove che risulteranno preziose) e le Cupra chiudono il gruppo senza attenuanti.

Formula E, Berlino Gara 2: decreta il capolavoro di Evans partendo dal fondo, Wehrlein ritorna sul podio

Tutto regolare al via, con Wehrlein che tiene la testa davanti al suo pubblico ma con Barnard subito aggressivo alle sue spalle, pronto ad approfittare di ogni minimo spiraglio. Le Mahindra partono forte e provano subito a risalire, ma è chiaro fin dai primi giri che sarà una gara completamente diversa rispetto a quella di ieri: gruppo iper compatto, nessuno riesce a fare selezione e ogni curva diventa un’occasione. Già al terzo giro arriva il primo momento chiave, con un trenino serratissimo e quattro vetture affiancate: nel caos Cassidy prova l’esterno su De Vries, contatto inevitabile e l’olandese è quello che paga il prezzo più alto, con sospensione danneggiata e ritiro anticipato.

Da lì in poi la gara si trasforma subito nel classico elastico di Berlino: gruppo compattissimo, distacchi inesistenti e leadership che cambia di continuo. Envision prova a prendere in mano la situazione con Eriksson e Buemi, poi è Günther a ribaltare tutto con una risalita aggressiva, ma nessuno riesce davvero a scappare. Il plotone resta incollato, oltre quindici vetture racchiuse in pochi secondi, in una fase in cui ogni minimo errore vale posizioni perse.

Quando iniziano le attivazioni dell’ATTACK MODE, la gara cambia ritmo: Rowland accende la miccia con una rimonta furiosa dal fondo fino alla testa, subito seguito da Vergne e poi da un sorprendente Nato, capace di salire dalla sedicesima posizione fino al comando sfruttando al meglio energia e attivazioni. Ma il vantaggio dura pochissimo: appena finisce la potenza extra, il gruppo si richiude e riparte il caos, con sorpassi continui e posizioni che cambiano a ogni giro.

Nel frattempo Evans resta nell’ombra senza forzare e gestendo l’energia mentre davanti si lotta. È una scelta precisa, che paga nella seconda metà: quando attiva l’ATTACK MODE, inizia a risalire con decisione, guadagnando posizioni una dopo l’altra fino a inserirsi nella lotta per la vittoria. Wehrlein però non ci sta e, dopo essere precipitato, si riporta dentro la lotta con l’ultima attivazione, accendendo il duello decisivo. Evans risponde subito andando a prendere anche lui la potenza ulteriore nel momento perfetto: è lì che si decide la gara, con il neozelandese che si riprende la testa forte anche di un margine energetico di circa il 2% sugli inseguitori.

Alle sue spalle Rowland completa un’altra rimonta e con gli ultimi secondi di potenza extra si prende la seconda posizione, ma a tre giri dalla fine non riesce a chiudere il gap. Una Full Course Yellow per Da Costa congela tutto nel momento più delicato distruggendo i sogni degli inseguitori di rimontare.

Evans vince quindi con una rimonta da 17° a primo, la sedicesima in carriera che lo conferma come il più vincente nella storia della Formula E, al termine di una gara gestita con freddezza e intelligenza prima ancora che con velocità. Alle sue spalle Rowland completa un’altra scalata folle, mentre Wehrlein salva il podio davanti al suo pubblico dopo una gara da montagne russe.

La classifica a fine weekend

Wehrlein torna leader della classifica piloti, con Evans che incassa punti pesantissimi e sale al secondo posto, mentre Mortara scivola in terza posizione dopo una gara anonima e senza acuti.

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Imma Aurino

Classe '97, la passione per i motori mi accompagna fin da bambina grazie a mio padre. Studio comunicazione a Torino dopo tante scelte sbagliate, ma almeno questa sembra essere quella giusta.

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