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8H di Portimao, doppietta Toyota! Problemi per SCG. Cetilar vince la GTE Am





Gara molto combattuta in tutte le classi del WEC a Portimao, con Alpine e Toyota su strategie differenti. Fatica Glickenhaus, mentre tra le LMP2 c’è la perentoria affermazione di Jota, che firma un’ottima doppietta. Ferrari gestisce molto meglio le coperture in GTE Pro, mentre nella categoria Am si registra la prima affermazione mondiale per Cetilar Racing, che trova la vittoria alla seconda gara di classe.

© Toyota
© Toyota

Alla partenza tutti i prototipi si trovano con le gomme non in temperatura, fatica Glickenhaus in curva 1, con una grande fumata dovuta al bloccaggio in staccata. Stessa storia per la Ferrari GTE nel gruppo che segue, con le derivate stradali che nelle prime curve, in particolare alla Lagos (3), riescono addirittura e impensierire gli ultimi prototipi, complice anche uno scontro fra le due Jota. La #38 con Davidson colpisce la gemella numero 28, che si gira. Alpine cerca di staccare le Toyota nei primi giri, mentre tra le P2 abbiamo Racing Team Nederland (#29) al comando, inseguita da WRT (31), Jota e Autosports (22). Nelle GTE Pro classifica mista di Ferrari e Porsche che si inseguono a coppie, in Am invece la Porsche 77 è davanti alla gemella #56 sponsorizzata Mentos, a D’Station Aston Martin e ad AF Corse #54. Quest’ultima viene poi superata da Lacorte su Cetilar, mentre anche Dalla Lana forza il sorpasso, scende in classifica la “Mentos”.
Dopo 13′ le Hypercar hanno già raggiunto i primi Am da doppiare, tra cui la #88, ai box per presunti problemi alla batteria, che perde due giri. Mentre la D’Station #777 buca alla mezz’ora, Glickenhaus lamenta temperature troppo alte all’anteriore, la gomma presenta già un blistering allucinante. Sale al terzo posto la Cetilar, inizia il valzer dei pit stop per le LMP2. Refuelling, no cambio gomme, tranne alcuni solo per il lato sinistro. Anche Alpine rientra a 45′, mentre Toyota e Glickenhaus restano fuori. Iniziano a esserci molte bandiere nere e bianche per superamento dei limiti della pista. Ci sono tanti contatti fra le Am in questa concitata fase iniziale, una Ferrari addirittura tampona una P2 alla curva Lagos, a conferma che le GTE sono veloci quanto le LMP2 nelle curve a bassissima velocità. Keating sulla #33 colpisce una P2 e la Porsche GTE, riceve 10″ di penalità al primo pit. Dopo quasi un’ora la Toyota #7 rientra ai box, al giro seguente rientra anche la gemella #8. Siamo a circa 45′ di stint per la Alpine, mentre i giapponesi arrivano quasi a un’ora, a questo ritmo e senza interruzioni (SC o FCY) le Toyota avranno un vantaggio grazie ai minori pit stop totali. Glickenhaus, già molto attardata, rientra per ultima, nello stesso giro della 8, e procede al cambio pilota, sale Briscoe per Westbrook. Nelle GTE Am vediamo Perrodo di AF Corse (compagno di Rovera) con l’anteriore destra bucata, la gomma danneggia il parafango anteriore e l’arco della ruota. Nel frattempo per le Pro si fermano insieme la Porsche 92 e la Ferrari 51, che comandano la gara. Nelle P2 Europol supera la Jota 38, ma è sempre prima la #29 (Nederlands) seguita da WRT e Autosports. È passata solo un’ora e 10 e iniziano i warning per superamento limiti del tracciato, prima la P2 #20 di High Class e poi Keating, che sta pasticciando discretamente in questo avvio di gara. Glickenhaus ancora fatica, Westbrook intervistato dice che aveva già blistering dopo soli 3-4 giri, per loro la pista è molto difficile, il doppio stint impossibile. Ferrari ripassa Porsche nelle GTE Pro all’ora e mezza, tra gli Am invece Sernagiotto riprende il podio superando Dalla Lana sulla Aston #98. Spinge tantissimo Alpine, che dovrà fare almeno uno stop in più. Glickenhaus è già doppiata.

© WEC
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Tutte le P2 dentro dopo altri 45′, cambio piloti per tutti o quasi, compresa Richard Mille che cambia driver nel team che vede tutte ragazze al volante. Problemini alla Toyota #8, Buemi si lamenta in radio, ma dopo aver perso qualche secondo l’auto riprende a funzionare perfettamente. Alpine intanto cambia e mette al volante Negrao, mentre Sernagiotto supera ancora, 6 ore e 20 alla fine e Cetilar si trova in prima posizione. Altra ora scarsa di stint e Toyota accelera prima del rientro in pitlane, Alpine addirittura perde in questa fase, non dovrebbe essere così vista la strategia in pista. L’ultima LMH, Glickenhaus, è vittima di un incidente: alla curva 5 la Aston #777 si muove in staccata, contatto con gli americani, che impattano anche la Porsche #77. Rientro nel garage per gli esordienti, mentre gli esperti colleghi giapponesi fanno il terzo pit stop. Glickenhaus entra nel garage per controlli, mentre arrivano in pitlane anche le Toyota, terzo rifornimento come previsto, sul tracciato Alpine (che si è già fermata) spinge al massimo. Di nuovo in pista il team americano, ma dura poco, una comunicazione via radio evidenzia grossi problemi alla frizione, che slitta. La SCG 007 LMH rientra nuovamente ai box dopo un giro percorso a bassissima velocità. Le Toyota han perso la leadership durante il pit stop, è Alpine di nuovo avanti. Nelle LMP2 invece corrono compattissime la WRT, inseguita da Autosports sulla #22, poi Europol e le due Jota. Switch fra le Toyota a 5 ore e 40′ dalla fine, Alpine ancora avanti, ma pitta poco dopo, i giapponesi passano nuovamente al comando. Tra le LMP2 invece le due Jota #28 e #38 sembrano consumare meno, sia gomme che carburante, allungano gli stint e rimangono spesso al comando, mentre WRT riceve un drive through per aver ignorato le blue flags. Cetilar perde la testa delle GTE Am in favore di Fisichella su AF Corse #54, mentre la #777 coinvolta nell’incidente con Glickenhaus si ferma per surriscaldamento. Poco dopo anche l’altra auto coinvolta, la Porsche #77 Dempsey Proton Racing, pare abbandonare entrando nel garage (rientrerà molto dopo). Racing Team Nederland recupera i primi equipaggi della P2, supera Jota #38 ed è quinta. In 45 secondi ci sono le prime 5 auto di categoria, rispettivamente United Autosports, Europol, WRT, Jota #28 e appunto gli olandesi. Mancano cinque ore e rientra nuovamente la GR 010 #7, mentre l’auto gemella, che è al comando, va ai box nel giro successivo. Conway rimane alla guida della #7, la Toyota numero 8 ugualmente non cambia pilota e gomme. Alpine che ha già pittato è indietro di oltre mezzo giro, ripassa comunque in testa con strada libera, le Toyota si ritrovano insieme all’uscita dai box. Dopo un’ora e dieci secondi in pitlane Glickenhaus riprende la via della pista, frizione nuova, l’espertissimo Dumas al volante. Vaxiviere si mette alla guida della Alpine, dopo il pit a 4h 49′ dalla fine, con uno stint ancora una volta molto più breve degli avversari giapponesi, che comandano. La Ferrari #51 è ancora davanti alla Porsche #92, le auto gemelle inseguono con lo stesso posizionamento. Il Cavallino Rampante in questa fase ha un vantaggio di gomme, le Porsche distruggono le coperture sinistre nell’ultimo curvone. Le Jota tra le P2 continuano a gestire la gara in maniera differente rispetto a tutto il resto dello schieramento e, anche se United Autosports riprende la testa, mantengono un chiaro vantaggio strategico. Nelle GTE Am le due Iron Lynx si trovano prime con un pit in meno, dietro ci sono in trenta secondi la Aston #98 e le due Ferrari di AF Corse e Cetilar, con gli italiani che poi passano in testa un’altra volta. Altro switch Toyota poco prima dell’ingresso ai box, Kobayashi sale sulla 7, mentre Alpine prende la seconda posizione, con l’altra Toyota che allunga particolarmente questo stint. Dopo aver guadagnato alcuni giri la #8 finalmente rientra, Vaxiviere spinge fino al miglior giro in 1’31″069 sulla Alpine.

© AF Corse
© AF Corse

Quattro ore esatte e i francesi rientrano ai box, appena dopo le Toyota che però hanno uno stop in meno. La LMP2 di United Autosports dopo il pit si trova vicina alla WRT #31, le Jota hanno quasi risparmiato un ingresso ai box in metà gara. Anche Ferrari GTE Pro in questo frangente riesce quasi a guadagnare un pit, andando di fatto a doppiare le Porsche, che mostrano ai box delle gomme completamente distrutte, blistering ingestibile per i tedeschi con queste temperature (oltre 45° di asfalto). Il problema nasce dalle coperture scelte, Farfus in intervista spiega come le due gomme medie, definite hot e cold per le temperature di attivazione della mescola, siano rispettivamente migliori ma più difficili da gestire e più lente ma più facili. La gomma “hot” deve essere tenuta nella giusta finestra, è più prestazionale ma più delicata, “devi portare energia nella gomma e mantenerla”, altrimenti perdi prestazione. Tra gli Am la situazione è invariata, la Aston #98 comanda davanti alle Ferrari. Nella seconda parte di gara per le P2 inizia a perdere terreno Team Nederland, seguita da Europol. Le Jota proseguono nella strategia differenziata, gestendo Autosports e WRT che inseguono. Gli olandesi poi sbattono contro la Ferrari #51 e devono rientrare ai box, la sospensione posteriore sinistra è gravemente danneggiata, con interessamento del semiasse. A tre ore e mezza dalla fine la AF Corse GTE Pro #51 è ancora davanti a tutti, con quasi due giri di vantaggio, mentre in testa alla gara la Alpine, che era stata l’ultima a fermarsi (pochi minuti dopo le Toyota), deve già rientrare. I giapponesi hanno quindi guadagnato un intero stint di vantaggio, quando mancano tre ore e 10 minuti alla bandiera a scacchi. Con quasi un giro di vantaggio arriva perciò la Toyota #7, che si esibisce in un grande bloccaggio in ingresso pitlane, travolgendo pure la tabella del limite di velocità. Incredibilmente non commette nessuna infrazione, non sarà penalizzata. Le due auto escono praticamente insieme, ma i francesi sono indietro di un giro, nonostante spingano al massimo fino al record di 1’31’018. Dopo alcune tornate ecco rientrare anche la Toyota #8, che torna in pista seconda a 40″ dalla gemella leader. Nei prototipi di classe 2 è ancora Jota a rientrare per ultima, 28 e 38 sono le uniche a “pittare” così tardi. La prima di queste due si trova a sfidare la WRT #31, in una lotta serratissima che non esclude sportellate con l’avversaria e con i doppiati. Glickenhaus intanto, dopo una sosta ai box, rientra in pista girando pianissimo. La macchina torna nel garage ed esce nuovamente poco dopo, motivo sconosciuto. Meno di tre ore alla fine, quando Paul Dalla Lana, leader solitario, si esibisce in un fuoripista con spin a 360°, mantenendo comunque la testa della gara. Lo imita Konopka, pilota pagante della #44 Arc Bratislava, che butta in ghiaia la sua LMP2 alla curva 8. Mancano 2 ore e tre quarti alla fine, la ARC è completamente piantata, serve la gru, deve entrare la Safety Car, potrebbero cambiare molte cose. Il gruppo si compatta, e chi (non doppiato) si trova davanti al proprio leader di categoria può superare tutto il gruppo e accodarsi, recuperando quindi il giro che avrebbe perso alla ripartenza. In tutta questa cerimonia di auto, che superano e si riallineano, Alpine (che ha guadagnato mezzo giro) si trova in coda solo pochi posti dietro alle Toyota. Nelle P2 ci sono la #22 al comando e poi le due Jota, con in mezzo la WRT. Ferrari invece rimane un giro avanti alle Porsche GTE Pro. Tra gli Am in questo momento comandano Kessel e Cetilar. Lascia strada libera la Safety Car a 2h 32′ dal termine, Lapierre alla prima curva passa in un colpo solo tutte le GTE che si trova davanti, lanciandosi all’inseguimento di Kobayashi e Nakajima. Cetilar guadagna la prima posizione, inseguita da Project 1 con Cairoli al volante. Tre giri dalla avvenuta ripartenza e Alpine ci prova all’esterno in curva 8, supera la GR 010 #8 ma viene ricacciata indietro. Riesce a passare nel giro successivo, e a 140′ dalla fine può combattere per la prima posizione assoluta. Lapierre sta andando fortissimo, la macchina sbuffa carbonio da tutti gli sfoghi dei freni, segna anche il giro record in 1’30″909, ma non riesce a superare la Toyota, ormai raggiunta ma che sguscia nel traffico dei doppiati. Lavoro non facile quello di smarcarsi dalle auto più lente, con la #7 che arriva anche al bloccaggio nel traffico. Proprio quando sembra che i francesi possano attaccare però c’è la chiamata dal garage, pit stop necessario. Stesse gomme, stesso pilota, si fa il pieno e si torna fuori a spingere a tutta, mancano poco più di due ore.

© WEC
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Si registra intanto un altro ingresso ai box per Glickenhaus, si è presentato lo stesso problema delle prove libere: mancata sincronizzazione del cambio. Anche stavolta la sosta è prolungata. Vandoorne è primo sulla #28 e registra il miglior giro in 1’31″970. Davidson sulla Jota gemella riceve finalmente istruzioni di attaccare, inizia a recuperare terreno sulla WRT. Kevin Estre fa segnare un ottimo 1’38″866, con le Porsche che sembrano rivitalizzate dal leggero calo delle temperature. Intanto nella classe regina, complice la SC, la Alpine riesce a riprendere la testa quando mancano meno di due ore al termine, le Toyota sono a 13 e 14 secondi di distacco, con Buemi sulla #8 e Lopez sulla #7. Non saranno cambiati i piloti delle giapponesi fino al termine, mentre Sernagiotto lascia il volante ad Antonio Fuoco, Cetilar prende la prima posizione superando Project 1. Meno di due ore al termine, altro switch fra le Toyota, la #7 viene mandata avanti per difendere il secondo posto, la #8 riuscirà probabilmente a fare un pit in meno e vincere agilmente. Milesi e Davidson, su WRT e Jota, continuano a sfidarsi anche con qualche sportellata, come già visto in precedenza, mentre nelle GTE la Ferrari #51 è solo 23″ davanti alla Porsche #92. I tedeschi, decisamente aiutati dall’ingresso della Safety Car, ottengono la seconda piazza provvisoria davanti alla Ferrari numero 52. L’altra rossa comunque dovrebbe aver mantenuto un vantaggio consistente nell’economia di gara. Finalmente Davidson supera la WRT, a un’ora e mezza dalla fine le due Jota sono davanti a tutti con un pit in meno.  Il vantaggio poi cresce perché la #31 rientra e cambia pilota. Mancano 100 minuti alla fine quando tra le GTE Pro iniziano alcuni scambi di posizione, causa pit stop, e la #92 e #52 si superano vicendevolmente per la seconda piazza. Un’ora e 28 minuti al termine, penultimo stop per i francesi, sulla Alpine sale Negrao, che prende il posto di Lapierre. Nella lotta per la speciale sottocategoria delle Pro/Am tra le LMP2 c’è da segnalare il contatto multiplo tra la #70 (Realteam), la WRT e alcuni doppiati. Gli svizzeri si girano e rischiano di perdere la testa della classifica riservata. Jota, saldamente al comando, rientra per la penultima volta. Vengono cambiati entrambi i piloti e le auto mantengono la leadership, la #22 si vede in lontananza in fondo al rettilineo quando gli inglesi tornano sul tracciato. Altro incidente per Realteam, che alla curva Lagos stringe colpevolmente sulla Glickenhaus (da poco rientrata) che stava sopraggiungendo per doppiarli. La #70 tra l’altro si era toccata poco prima con la GTE Am di Pera (Project 1). Questi ultimi si trovano ora in lotta con Cetilar, che comanda la classifica Am. Dopo un paio di giri di pressing Pera riesce a finalizzare il sorpasso, nonostante un contatto con gli italiani. Non passa mezzo giro e arriva però la doccia fredda, per il precedente contatto con la #70 il team Project 1 riceverà 10″ addizionali al prossimo pit stop. Montoya (Dragonspeed) intanto si tocca con la Porsche #88, e si fa trovare in mezzo alla pista dalle P2 in lotta che sopraggiungono, e che sono costrette a evitarlo passando nella ghiaia. Poco più di un’ora al termine, la Toyota #7 rientra e lascia la testa della corsa alla gemella, ma Alpine non si dà per vinta e continua a spingere, comunicando a Negrao che i giapponesi dovranno fermarsi un’altra volta. Team radio anche per la #8, a cui viene detto che mancano ancora 5 giri per il pit stop. La strategia è chiara, possono arrivare in fondo con un solo pit nell’ultima ora. Si annulla il vantaggio di gomme di Porsche, la Ferrari #51 cambia le coperture e prepara la vittoria. Tra gli Am invece rientrano sia Sernagiotto che Fisichella, primo e terzo. Sarà Fuoco a condurre l’auto per Cetilar nell’ultimo stint di gara, mentre gli avversari di Project 1 si fermano poco dopo. Anche la Toyota #8 finalmente pitta, la Alpine ora è seconda ma deficitaria dell’ultimo rientro ai box ancora da compiere. L’altra Toyota sarà invece molto probabilmente costretta a uno “splash” nel finale.
La LMP2 #20, High Class Racing, a causa degli incidenti della #70 è riuscita a prendersi la leadership della P2 Pro/am, ma neanche il tempo di esultare ed è costretta a un rientro forzato ai box, a causa di un pezzo della strumentazione di bordo che penzola all’interno dell’abitacolo.

© Cetilar Racing
© Cetilar Racing

Con le temperature in diminuzione ora le Porsche GTE Pro “lavorano” benissimo, la 92 si avvicina ad AF Corse, che dovrebbe comunque mantenere un vantaggio ai box. L’altra Porsche rientra e cambia solo le gomme sinistre, pratica che oggi si è vista moltissimo tra le fila delle LMP2. Ultimo pit stop per la Alpine, a 39 minuti dal termine, mentre anche l’altra Porsche GTE Pro deve rientrare. Le Ferrari sono prima e seconda in GTE Pro. Finalmente anche le Jota, dopo tutti gli altri, rientrano per l’ultimo cambio gomme. Anche i piloti vengono sostituiti, salgono in auto Blomqvist sulla #28 e Da Costa sulla #38. Siamo nella mezz’ora finale quando si pianta completamente la #20, High Class Racing, che aveva avuto un problema poco prima. La direzione gara deve far entrare il mezzo per il traino, ma decide di chiamare un Full Course Yellow invece che mandare in pista la Safety Car. La pitlane non è chiusa, perciò si risparmia moltissimo tempo a fare l’ultimo pit stop adesso, oppure un semplice “splash and go” se la benzina mancante è poca e le gomme sono OK. Vediamo entrambe le strategie, con la Floersch (Richard Mille) e la Ferrari #52 che rientrano per un pit completo, mentre la Toyota #7 fa solo un rifornimento veloce, sufficiente per arrivare in fondo. Le Ferrari sono tranquillamente prime, le Toyota anche. Stesso discorso per le Jota, con la #22 che segue in lontananza. Il FCY dura qualche minuto, alla ripartenza Buemi e Lopez sulle Toyota ricevono via radio la conferma di poter spingere fino al termine della gara, il carburante non è più un problema. Anche le due Jota sono libere di giocarsi la vittoria, e si trovano veramente appiccicate, pochi decimi di distacco. Cetilar è prima in GTE Am, inseguita da Pera su Project 1 e Castellacci su AF Corse 54. Quest’ultimo, causa infrazione della procedura di Full Course Yellow, riceve un drive through ma mantiene il podio per pochi secondi. A 19 minuti dal termine della corsa, in due giri dalla fine del FCY, la Toyota #7 ha raggiunto l’altra GR 010, recuperando 4 secondi. Il muretto, preoccupato dalla possibile sfida, lancia l’ordine di scuderia: Lopez viene fatto passare. Manca un quarto d’ora quando Buemi, probabilmente insoddisfatto dall’ordine giunto dai box, cerca di fare pressing sull’auto gemella. L’azione è ripetuta e inizia a farsi pericolosa, così incredibilmente viene emanato un nuovo ordine di scuderia! Le auto si invertono un’altra volta, quando mancano poco più di dieci minuti. Tra le LMP2 a 8 minuti dal termine si vive la stessa scena, con le due Jota che si marcano strettissimo, rischiando il botto nei doppiaggi. Da Costa, uomo di casa, vuole vincere, e prova ad attaccare Blomqvist. Dopo diverse azioni di disturbo e non pochi rischi, sfiorando anche il contatto, l’auto #38 riesce a superare la compagna di squadra. Sembra che la gara sia finita per tutti, ma a 6 minuti dal termine la Toyota rischia nuovamente l’incidente interno. Alla solita curva Lagos la numero 7 in staccata arriva veramente “sotto” ai doppiati e all’auto gemella, e solo un brusco scarto verso la via di fuga evita lo scontro fra le due GR 010. Arriva probabilmente l’ennesimo ordine di scuderia e la gara finisce così, con il trionfo per i giapponesi nella loro centesima gara disputata nel mondiale Endurance. Vince quindi Toyota con l’equipaggio Buemi/Nakajima/Hartley, seguito da Conway/Kobayashi/Lopez. Nella LMP2 invece doppietta Jota, con vittoria di Gonzales/Da Costa/Davidson, mentre Realteam #70 riesce a portare a casa la Pro/Am nonostante tutti i problemi nel finale. Concludendo con le GTE, doppietta Ferrari tra le PRO con vittoria di Pierguidi/Calado. Cetilar invece si afferma tra le AM, con la prima vittoria mondiale del team, portato in pista col supporto di AF Corse. Lacorte/Sernagiotto/Fuoco l’equipaggio della squadra italiana. Delude un po’ Glickenhaus, un esordio difficile (anche causa problemi) in una pista non congeniale, ma la prestazione è comunque scarsa, mentre Alpine anche in questa gara ha fatto preoccupare più volte Toyota, che però ha mantenuto salda la leadership di gara e campionato. Occhi puntati al prossimo appuntamento, nella nostra Monza, dove saranno presenti due SCG 007 LMH.

© WEC
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Tommaso Costa

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