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Test da brividi in IndyCar: tra incidenti e tatticismi, ci sono 21 piloti in 6 decimi

Nessuno lo sa ma è successo. La IndyCar Series è già tornata in pista perché i team hanno voluto un po’ di riscaldamento. Lo scenario dei primi collaudi è stata una giornata movimentata. Ma poteva mai essere altrimenti, nella categoria più liquida della storia del motorsport? L’Open Test – cioè il test collettivo e pubblico –…

13 Febbraio 2017
3 min read

Test da brividi in IndyCar: tra incidenti e tatticismi, ci sono 21 piloti in 6 decimi

Nessuno lo sa ma è successo. La IndyCar Series è già tornata in pista perché i team hanno voluto un po’ di riscaldamento. Lo scenario dei primi collaudi è stata una giornata movimentata. Ma poteva mai essere altrimenti, nella categoria più liquida della storia del motorsport?

L’Open Test – cioè il test collettivo e pubblico – si è tenuto a Phoenix. L’ovale, lungo poco più di un miglio, ha ospitato ventuno vetture di entrambi i costruttori. L’unico rookie presente sulla pista era Ed Jones, che è stato confermato da Coyne. La giornata si è conclusa con una Top 5 tutta Chevrolet, anche se nella sessione serale i motori americani si sono nascosti per lasciare la scena a una parata della Honda. Il migliore dopo il tramonto è stato infatti Hunter-Reay con 189 miglia orarie di media.

JR Hildebrand però, nelle sessioni precedenti, aveva distrutto il record della pista. Scendendo sotto i venti secondi e con una media di oltre 193 miglia orarie, l’americano ha ufficiosamente abbattuto il precedente primato. Era il 19”0997 di Helio Castroneves il record ufficiale della pista di Phoenix. E lo rimarrà ancora: non avendo girato in una sessione ufficiale bensì in un open test, Hildebrand non può vedere il suo nome stampato sul Guinness della IndyCar.

I risultati di fine giornata vedono perciò Hildebrand al top con il tempo monstre di 19”0401. L’americano ha però passato un brutto quarto d’ora quando ha provato a sorpassare Will Power. Hildebrand ha infatti azzardato un sorpasso a destra, ma contemporaneamente Power ha provato a sorpassare a destra Ed Jones. Il pilota di Carpenter è quindi finito contro il muro, fracassando la macchine e distruggendo tutto il telaio.

JR Hildebrand, leader di giornata

Non è stato nemmeno l’unico pilota a fare incidenti durante la giornata. Anche Graham Rahal si è spalmato contro il muro della curva 1, mentre Takuma Sato ha sbattuto il posteriore contro il muro della curva 2. In mattinata Alexander Rossi aveva perso il controllo della vettura dopo la curva 1 e si era sfasciato violentemente all’entrata della curva 2. Tutti i piloti sono illesi, ulteriore punto a favore della sicurezza Dallara.

La giornata di collaudi ha concluso una due giorni di test molto utile prima della prossima stagione. Con i giorni in pista contingentati, ogni miglio sull’asfalto porta dati vitali alle scuderie. Per esempio, la Firestone ha fornito solo sei set di gomme a testa per tutti e due i giorni: i team hanno dunque sfruttato la sessione serale di ieri per simulare le condizioni di traffico a gomme usurate.

Alla fine della giornata svettano davanti a tutti Hildebrand e il suo compagno di squadra nonché diretto superiore: Ed Carpenter. Chiude il podio virtuale Josef Newgarden, seguito dai team-mate Helio Castroneves e Will Power. Proprio Castroneves, coi suoi 309 giri totali, è lo stakanovista di giornata.

Il primo Honda è Mikhail Aleshin, il russo dello Schmitt Peterson che ha dimostrato talento perfino sugli ovali. Ganassi arriva subito dopo con Tony Kanaan (5°), Scott Dixon (11°), Max Chilton (15°) e Charlie Kimball (19°). Da notare invece l’ottava piazza in graduatoria del campione in carica Simon Pagenaud, in forze al team Penske.

Ma il dato più entusiasmante sono i 6 decimi che separano il primo dall’ultimo di giornata: JR Hildebrand (19”0401) e Alexander Rossi (19”6108). Una differenza minima, ben diversa dagli abissi che separano le vette dalle valli della classifica in F1. E che preannunciano un campionato IndyCar equilibrato e pieno di colpi di scena e adrenalina. Come al solito, quindi.

La classifica dell'Open Test IndyCar a Phoenix

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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