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4 Ruote

Il VKI si è rifatto trucco e layout. E ci ha lasciati di nuovo a bocca aperta





Mi sfilo il casco mentre sono ancora seduto sul kart. “Cavolo”, penso mentre mi passo la mano tra i capelli, “Ho sudato”. Faccio per alzarmi, e noto che la mia maglietta umida tradisce uno sforzo fisico del quale fino a quel momento non mi ero reso conto. “Cazzo Acciderboli”, dico stavolta ad alta voce mentre mi rimetto in piedi, “Ho sudato tantissimo!”. Di strano, direte voi, non c’è nulla: praticamente chiunque si ritrova sudaticcio dopo una sessione di kart (soprattutto se estiva). Di strano invece, vi dico io, c’è il numero dei giri percorsi prima di ritrovarmi in queste condizioni. Non 15, non 30, non 40. Ma 4. Completati girando su una sezione interna, su una sezione esterna e su una sezione sopraelevata. E ognuno dei quali – tenetevi forte – dalla durata di oltre 1’45”. 

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© VKI

No, non ci sono errori di battitura. E no, non era neppure difettoso il transponder nel giorno in cui sono salito sul kart. Ero semplicemente a girare sul nuovo layout completo del VKI, inaugurato da poche settimane per mano dei ragazzi che, ormai oltre due decenni fa, hanno deciso di gettare le basi per la realizzazione di un progetto ambizioso. Progetto che, grazie a miglioramenti mirati, è cresciuto al punto da diventare una realtà che – in zona e non – ha ben pochi rivali. E progetto che, come vi accennavo poco più sopra, cavalca la cresta dell’onda da diverso tempo. 

Dobbiamo infatti spostare le lancette dei nostri orologi indietro fino al 2001 per trovare il momento esatto in cui l’avventura del VKI – al secolo Vicenza Kart Indoor – ha preso il via. Una realtà coraggiosa, figlia di un progetto animato da quella scintilla di follia che permette a ogni fuoco della passione di accendersi, che con poco più di 20 anni sul groppone ha deciso di rinnovarsi e di cambiare pelle dopo essersi migliorata e trasformata già più volte nel corso degli anni

I fan più affezionati della pagina e i lettori più assidui del sito, probabilmente, del VKI si ricorderanno piuttosto bene. È proprio lì infatti che nel 2019 è stato organizzato il raduno in occasione dei compleanni di Andare a pesca con un’Audi R18 e FuoriTraiettoria.com, ed è sempre lì che abbiamo intervistato Luca Ghiotto a inizio stagione 2020 quando tutti insieme cercavamo di lasciarci alle spalle i mesi del lockdown. 

Nel 2019, in quella che era allora la mia prima esperienza al VKI, confesso di essere rimasto clamorosamente stupito. Di kartodromi avevo avuto modo di visitarne diversi, e nessuno era riuscito a trasmettermi le stesse sensazioni. Dal layout – anzi, dai layout – della pista allo stato di manutenzione dei kart, dall’attenzione alla sicurezza alla tecnologia che trovavo sui kart stessi, tutto al VKI mi è sempre sembrato curato nei minimi dettagli. Al punto da spingermi, quando si è trattato di organizzare una semplice kartata… redazionale, a ignorare completamente questioni di comodità e distanza e a rivolgermi subito – e solo – a loro. 

Così, quando alle mie orecchie è giunta voce che il VKI si stesse rifacendo il trucco, non ho potuto fare a meno di organizzare una sortita fino ad Altavilla Vicentina. La mia pista di kart preferita si trasforma sotto al mio naso e io non mi presento neppure per curiosare? Inaccettabile, converrete anche voi. Soprattutto perché – e i ragazzi del VKI mi avevano avvisato – non è stato solamente il layout a cambiare in maniera drastica.

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© VKI

Più nero, più grosso, più bello. Sporcaccioni, ma cosa avete capito: sto parlando della struttura al cui interno si annidano i due piani (e mezzo) del circuito Indoor. Diventato più imponente e con le insegne VKI grandi al punto da essere visibili a occhio nudo dalla ISS, quello che fino a un paio di decine di anni fa era un semplice prefabbricato ospita ora una accogliente zona bar – nella quale ti sfidano a capire cosa sia cambiato rispetto a prima: kart ed enigmistica cosa poter volere di più dalla vita… – e una altrettanto accogliente e riservata zona briefing, ora meno esposta al chiacchiericcio di avventori e compagni di squadra. A primo impatto è tutto più figo, organizzato e ordinato di quanto lo ricordassi, e la sensazione viene ulteriormente amplificata nel momento in cui do un’occhiata al bar esterno. Se la struttura si è lievemente ingrandita, infatti, il “giardino” è letteralmente lievitato: con più spazio a disposizione permette non solo di non dovere trascorrere il pre o il post corsa ascoltando i rivedibili consigli pronunciati dall’immancabile pilota – o aspirante tale – seduto al tavolo di fianco a noi, ma anche di farvi guardare una sezione maggiore della pista. Spingendovi così a chiedervi, immediatamente e senza indugio, se sullo schermo LCD a colori dei nuovissimi e coloratissimi kart Sodikart possa essere utilizzato Waze tramite AndroidAuto o Apple CarPlay.

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© VKI / Kart tamarri oltre che nuovi: mica pizza e fichi

Il colpo d’occhio che regala il nuovo layout, che va percorso in senso contrario al layout precedente e che ha ovviamente parecchie modifiche a livello di curve, è sensazionale. E una volta saliti a bordo del kart ci si rende conto che guidare su questo kartodromo lo è ancora di più. Un percorso che si aggroviglia su se stesso, si distende in un breve allungo che porta addirittura a una parabolica, si attorciglia nuovamente attorno alla spirale sopraelevata, si getta nelle viscere del capannone proponendovi una fitta sequenza di curve strette, si eleva nel primo piano indoor grazie a un piccolo cavatappi e vi accompagna infine di nuovo al piano terra spingendovi a ricominciare di nuovo tutto da capo. Descriverlo così alla spicciolata, credetemi, non rende l’idea: il VKI non va raccontato, il VKI va affrontato.

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© VKI / Ricordate Pista Arcobaleno e Via Aria Calda? Ecco cosa sono diventate

È completamente diverso da pressoché qualsiasi altro kartodromo voi possiate incontrare. È tecnico, è complesso, è ritmato, ha variazioni altimetriche, è veloce in alcuni punti, incredibilmente tortuoso in altri e, soprattutto, è ora interamente uniforme nella sua superficie. Il famigerato pelo nell’uovo del precedente layout era infatti la diversa copertura utilizzata nelle varie sezioni del circuito: la parte indoor utilizzava un materiale, quella outdoor ne sfruttava invece un altro e la spirale, infine, ne usava un altro ancora. Tutte queste differenze adesso sono un ricordo lontano.

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© VKI

Poco importa se si sia all’interno, all’esterno o intenti nell’attorcigliarsi intorno alla spirale: le ruote dei kart troveranno sempre la stessa superficie sotto di loro, permettendovi così di acquisire sempre maggiore confidenza e di divertirvi ancora di più. Ah, a proposito di divertimento: non sarà compatibile – per ora – con Android Auto e Apple CarPlay, ma lo schermo dei kart è già sufficientemente ampio per gasarvi in maniera impensabile. Al suo interno troverete infatti indicato non solo il vostro tempo sul giro e il vostro intertempo paragonato a quello del vostro passaggio precedente, ma anche (e forse soprattutto) il distacco dal kart che vi precede e il vantaggio sul kart che vi insegue. In più, come se non bastasse, a breve verranno introdotti anche i pannelli luminosi dal sapore F1 per segnalare bandiere blu, gialle e rosse sparse per il circuito. Lo vedo che siete esaltati adesso, lo vedo. 

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© VKI / Non sarà Ovale come quella degli Articolo 31, ma è comunque una bella Spirale

Sarei stato stupito del contrario, lo confesso, perché il nuovo volto del VKI non riuscirebbe a lasciarvi indifferenti neppure provandoci. Chi non ha mai girato prima d’ora si ritroverà alle prese con un tracciato che non ha nulla da spartire con il 95% dei kartodromi a noleggio presenti sul territorio nazionale; chi ricorda invece com’era, pur ritrovandosi in un luogo che gli è familiare dovrà riscoprire da 0 un layout che mette di fronte a nuove sfide e che alza ulteriormente l’asticella del divertimento, imponendovi di dimenticare quello che la memoria del vecchio layout aveva lasciato in eredità (ogni riferimento a chi scrive, entrato come un proiettile in curva convinto di dover affrontare un lungo sinistra e ritrovatosi invece di fronte a un tornante strettissimo che non poca strizza ha generato, è puramente voluto). È impegnativo senza essere stancante, permette a tutti di divertirsi senza per questo essere banale, è vario al punto da non risultare mai noioso. Difetti, si chiederà qualcuno? Uno e uno solo, risponderò io: il fatto che il turno di guida, dopo un po’, finisca. 





Tags : kartvicenza kart indoorvki
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", sono Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi racconta" e Digital Manager di VT8 Agency. Sono accreditato FIA per F1, WRC, WEC e Formula E, ho lavorato con l'Autodromo Nazionale Monza, team del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo e ho collaborato in dei weekend di gara con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow