Vasco Rossi voleva trovare un senso a questa vita, ma noi rimaniamo umili e ci limitiamo a cercare un senso al calendario di Formula 1 2027 da poco pubblicato. Il nuovo capolavoro partorito dalla categoria regina del motorsport vede infatti i weekend Sprint continuare a salire come la febbre durante una polmonite. Nel 2027 saranno infatti 10, ovvero 10 in più di quanti dovrebbe averne un calendario fatto bene. La cosa che più ha fatto parlare però è dove verranno disputati. Una delle Sprint Race verrà infatti corsa a Monaco, circuito che notoriamente offre molteplici punti di sorpasso e si presta bene ad accogliere questo tipo di format (qui l’autore era ironico).
La ratio dietro la scelta della Sprint Race a Monaco (c’è?)
Proviamo però a fare uno sforzo e capire il ragionamento logico che ha portato a questa scelta. Sui suoi canali social la Formula 1 ha pubblicizzato questa novità sottolineando come ci saranno così due qualifiche, che a Montecarlo rappresentano senza dubbio la sessione più emozionante del weekend. Questo comporta però anche altre conseguenze. La prima è che ci sarà una sola sessione di prove libere. Per questo motivo, quindi, i piloti non potranno prendere confidenza con la vettura tra le strette strade del principato come accade solitamente sugli altri circuiti cittadini. Dopo appena un’ora verranno poi buttati nel caos della Q1 Sprint, che ricordiamo durare meno della Q1 tradizionale. La situazione sarà particolarmente critica per i rookie, in particolare quelli che hanno il cognome che inizia per H e guideranno una Cadillac una volta ottenuta la Superlicenza. Dopo solo un’ora di prove si ritroveranno infatti in mezzo al traffico con appena 2 o 3 tentativi per fare il tempo. Una scelta che sembra quindi indirizzata a creare caos e incidenti venduti come “spettacolo”.

La giornata di sabato a Monaco sarà invece caratterizzata da una Sprint Race in cui la preoccupazione principale sarà non danneggiare la vettura. Un incidente in questa sessione infatti metterebbe a serio rischio la partecipazione alle qualifiche vere e verosimilmente nessuno penserà neanche lontanamente ad attaccare il pilota davanti. Questo a meno che non venga introdotta qualche altra pazzia come dare punti a quasi tutti, allora sì che i team di bassa classifica proverebbero a ottenere quel punto che difficilmente riuscirebbero a conquistare in condizioni normali. Qui siamo però nel campo della speculazione più pura, nella speranza non diventi realtà.
L’ultima conseguenza è che probabilmente la qualifica vera e propria verrà percepita come meno esclusiva perché le emozioni non saranno più concentrate in quella singola sessione, ma saranno diluite tra la qualifica del venerdì e quella del sabato. Come ogni cosa e come in ogni sport infatti, quando si aumenta la quantità di appuntamenti diminuisce l’importanza del singolo evento. Un concetto che chi governa i vari sport però fatica a capire.

