close




Chiunque segua la F1, dopo un po’ di tempo, avrà sentito parlare almeno una volta di “Tripla Corona”, o “Triple Crown”. E’ una di quelle nozioni abbastanza basiche che si imparano abbastanza in fretta e che fanno parte più o meno della cultura base della storia del motorsport. E’ questa la definizione di un riconoscimento ufficioso che viene conferito a chi si è imposto in quelle che vengono definite le tre gare più iconiche del motorsport, ossia la 500 Miglia di Indianapolis, la 24 ore di Le Mans e il Gran Premio di Monaco. E, in realtà, non appena si viene a conoscenza dell’esistenza di tale onorificenza, si impara abbastanza presto l’albo d’oro, che è composto da un solo nome, ossia quello di Graham Hill. Il pilota inglese, infatti, nella sua carriera si è imposto cinque volte nel Principato (1963, 1964, 1965, 1968 e 1969, ad oggi è ancora il secondo più vincente di sempre a Montecarlo dopo Senna e a parimerito con Schumacher) e una sulla Sarthe (nel 1972) e nell’ovale americano (nel 1966). Hill finora è stato l’unico a riuscirci, su diciannove piloti che nella storia del motorsport hanno corso in tutte e tre le corse.

Detta così sembra quindi una questione abbastanza facile. Ma la realtà, come molto spesso accade, è decisamente più complessa di come appare Perché, non essendo un riconoscimento ufficiale, un vero e proprio slam come accade in altri sport (si pensi al calcio, in cui è unanimamente concordato che il Triplete corrisponde alla vittoria del campionato nazionale, della coppa di lega e della Champions League), vi sono diverse discordanze su quali siano le reali componenti di questa fantomatica Tripla Corona.

Ad esempio, c’è chi sostiene che al posto del GP di Monaco vada considerato tutto il mondiale di F1. Questo non causerebbe problemi a Hill, perché lui ha conquistato anche due titoli iridati, nel 1962 e nel 1966. E non li causerebbe neanche al pilota che negli ultimi anni c’è andato più vicino, ossia Fernando Alonso, che, oltre a vantare due vittorie a Le Mans (nel 2018 e nel 2019), ha conquistato sia due GP di Monaco (2006 e 2007), sia due mondiali in F1 (2005 e 2006).

Ben diversa è però la situazione che riguarda altri due piloti che in tempi recenti hanno provato (o stanno ancora provando) a fregiarsi di tale titolo, ossia Jacques Villeneuve e Juan Pablo Montoya. Perché entrambi hanno vinto a Indianapolis (nel 1995 il primo, nel 2000 e nel 2015 il secondo), e ad entrambi manca Le Mans (Villeneuve ha un secondo posto nel 2008 come miglior risultato, mentre Montoya a onor di cronaca nel 2021 ha vinto nella classe LMP2 Pro-AM, ma senza aggiudicarsi l’assoluta); solo che il canadese ha vinto il mondiale di F1, nel 1997, ma non a Monaco, mentre il colombiano ha vinto a nel Principato, nel 2003, ma non è mai diventato campione del mondo. E ovviamente la questione non riguarda solo loro: dando per scontate la presenza di Indy e Le Mans, sono altri quattro i piloti che possono dire di averne vinte almeno due, contando il GP di Monaco (Tazio Nuvolari, Maurice Trintignant, Bruce McLaren e Jochen Rindt), mentre considerando il mondiale di F1 sono in sei i “quasi coronati” (Mike Hawthorn, Phil Hill, Jim Clark, di nuovo Jochen Rindt, Mario Andretti e Emerson Fittipaldi). A questi va aggiunto AJ Foyt, che ha vinto a Le Mans e a Indianapolis, senza mai correre a Montecarlo. Se anche voi avete la testa che fuma dopo tutti questi nomi, ecco una tabella riepilogativa.

PilotaIndy
500
24 ore di Le MansGran Premio di
Monaco
Campione del mondo di F1
Tazio
Nuvolari
NoNon ancora
esistente
Maurice
Trintignant
NoNo
Mike
Hawthorn
NoNo
Phil HillNoNo
AJ FoytNoNo
Bruce
McLaren
NoNo
Jim ClarkNoNo
Jochen
Rindt
No
Mario
Andretti
Vanta una
vittoria di
classe, ma
non quella
assoluta
No
Emerson
Fittipaldi
NoNo
Jacques
Villeneuve
NoNo
Juan Pablo MontoyaVanta una
vittoria di
classe, ma
non quella
assoluta
No
Fernando
Alonso
No

Ok quindi, il dubbio resta per quanto riguarda il GP di Monaco il mondiale di F1, direte voi. E invece no. Perché gli americani, che sì sa, sono sempre un po’ distanti da quanto accade qui in Europa, ogni tanto sostengono che bisognerebbe inserire la 500 Miglia di Daytona, la gara più prestigiosa della Nascar Cup Series, al posto di una delle due gare europee o del mondiale di F1. Togliendo Monaco o tutto il mondiale, viene fuori che AJ Foyt può fregiarsi del titolo (a scapito di Hill, che non ha mai vinto in Florida), mentre escludendo Le Mans, ma tenendo il mondiale di F1, questo spetterebbe a Mario Andretti. Ironicamente, tenendo Monaco e togliendo Le Mans, si arriverebbe alla conclusione che nessun pilota ha mai conquistato queste tre gare.

Vi abbiamo quindi parlato della Tripla Corona “globale”, e comunque so che avrete fatto molta fatica per rimanere attenti. Ma non finisce qui. Perché, accanto a questa, ci sono diverse Triple Crown “parallele”. In primis, esiste una Tripla Corona per quanto riguarda le gare endurance, che comprende la 24 ore di Le Mans, quella di Daytona e la 12 ore di Sebring, considerate le tre gare di durata più prestigiose. A portare sul capo quest’altra corona sono in nove: Hans Herrman, Jackie Oliver, Hurley Haywood, ancora AJ Foyt (che in quest’articolo è come il prezzemolo), Al Holbert, Andy Wallace, Mauro Baldi, Marco Werner e Timo Bernhard, mentre ci sono arrivati vicinissimi con due vittorie e un secondo posto Ken Miles (nella 24 ore di Le Mans del 1966, immortalata nel film Ford v Ferrari), Mario Andretti (Le Mans 1995) e Allan McNish (Daytona 2012).

Sempre restando negli States, c’è un’altra Tripla Corona, anche se sarebbe più corretto parlare di Slam, essendo le gare quattro, per coloro che hanno vinto la 24 ore di Daytona, la 500 Miglia di Indianapolis, la 500 Miglia di Daytona e la 12 ore di Sebring. E indovinate chi le ha vinte tutte e quattro? Esattamente, proprio AJ Foyt e Mario Andretti, con i due che quindi sono forse gli unici a poter vantare vittorie in quasi tutte le grandi classiche del motorsport. In compenso, per molti anni, tra il 1971 e il 1989, la Indycar ha avuto la propria Tripla Corona, dando un riconoscimento speciale per le tre gare su ovali di 500 miglia, ossia Indianapolis, Pocono e Ontario (quest’ultima è stata sostituita negli anni da Michigan e Fontana). Tale premio veniva assegnato a chi totalizzava il maggior numero di punti nei tre eventi, e solo una volta, nel 1978, un pilota vinse tutte e tre le corse, ossia Al Unser. Nel 2013 si provò a replicare la cosa in parte, assegnando doppi punti alle tre gare da 500 miglia (Indy, Pocono e Fontana), ma poi la cosa venne accantonata dopo il 2015. Nel 2022 è stato introdotto un premio speciale per chi avesse vinto almeno una gara nelle tre tipologie di circuito, ovale, cittadino e stradale: al vincitore sarebbero andati 500mila dollari, più altri 500mila da donare in beneficenza ad un ente a sua scelta. Ad aggiudicarselo è stato Josef Newgarden.

Abbiamo finito? Non ancora. Perché anche gli australiani hanno la loro Tripla Corona, riservata a chi vince la Sandown 500, la Bathurst 1000 e il campionato Supercars australiano nello stesso anno. A fregiarsi di tale titolo sono stati solo due piloti nel corso della storia, Peter Brook nel 1978 e nel 1980, e Craig Lowndes nel 1996.

E la F1? Beh, la Formula 1 ha sempre dato in teoria pari importanza alle sue gare (coff coff Abu Dhabi 2014 coff coff), non istituendo nessuno slam speciale. Tuttavia, c’è chi sostiene che ne andrebbe creato uno tenendo conto dei quattro circuiti che sono rimasti per più tempo in calendario, e che erano presenti già nella prima edizione del 1950: Monza, Monaco, Spa-Francorchamps e Silverstone. A riuscire in tale impresa sono stati: Lewis Hamilton, Michael Schumacher, Sebastian Vettel, Alain Prost, Ayrton Senna, Max Verstappen, Juan Manuel Fangio, Nico Rosberg e David Coulthard (unico pilota non campione del mondo a riuscirci). Secondo voi, dovrebbe essere riconosciuto un premio speciale per chi dovesse vincere in questi quattro circuiti? O ci dovrebbero essere altre gare “speciali”?

PilotaMonzaMonacoSpa-
Francorchamps
Silverstone
Lewis
Hamilton
2012,
2014,
2015,
2017,
2018
2008,
2019
2010, 2015,
2017,
2020
2008, 2014,
2015, 2016,
2017, 2019,
2020, 2021
Michael
Schumacher
1996,
1998,
2000,
2003,
2006
1994,
1995,
1997,
1999,
2001
1992, 1995,
1996, 1997,
2001, 2002
1998, 2002,
2004
Sebastian
Vettel
2008,
2011,
2013
2011,
2017
2011, 2013,
2018
2009, 2018
Alain Prost1981,
1985,
1989
1984,
1985,
1986,
1988
1983, 19871983, 1985,
1989, 1990,
1993
Ayrton
Senna
1990,
1992
1987,
1989,
1990,
1991,
1992,
1993
1985, 1988,
1989, 1990
1988
Max
Verstappen
20222021,
2022
2021, 20222020
Juan
Manuel
Fangio
1953,
1954,
1955
1950,
1957
1950, 1954,
1955
1956
Nico
Rosberg
20162013,
2014,
2015
20162013
David
Coulthard
1997200019992000




Tags : 24 ore le mansgp monacograham hillindy 500tripla coronatriple crown
Alfredo Cirelli

The author Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.