Anche a Misano, sulla pista di casa dove fino a questo weekend non era mai riuscito a vincere in Superbike, Nicolò Bulega ha calato l’ennesimo all-in, rimpolpando il record – già suo – di vittorie consecutive nella categoria, portandolo a quota 25.

Per non farsi mancare proprio nulla, nel weekend casalingo il pilota Aruba Ducati ha anche raggiunto i 77 podi in carriera. Cifra che lo proietta direttamente nell’albo d’oro del motociclismo, facendogli superare i nomi di Colin Edwards e Marco Melandri, l’italiano che fino ad ora aveva conquistato il maggior numero di podi nel WorldSBK. “Alla fine, se ne aggiungi oltre è bello”, il commento essenziale quanto ambizioso di Nicolò Bulega.
Rendere ordinario lo straordinario è d’altronde il leitmotiv della stagione 2026 per il Ducatista, che vince e stravince fino a farlo sembrare una faccenda semplice, come quella tovaglia a quadri che Nicolò ha voluto raffigurare sul casco speciale per Misano.

E mentre per il team Aruba ogni weekend di gara si trasforma in una tavola imbandita a festa, per gli avversari è invece una vera e propria tabula rasa quella che Bulega lascia dietro di sé ad ogni spegnimento dei semafori. Nelle tre partenze del fine settimana romagnolo, l’unico a provare a vestire i panni del guastafeste è stato il compagno di squadra Iker Lecuona. Un tentativo durato però meno di un giro: sia in Gara 1 che in Gara 2, a Bulega sono bastate poche curve per riprendersi il comando delle operazioni.
“Nel warm-up di Gara 2 avevo notato che il vento era cambiato rispetto alla mattina. Quando ho visto Iker entrare così forte al Curvone, ho capito subito che sarebbe andato largo e così ho chiuso apposta prima.”
Una superiorità talmente abituale da spostare progressivamente il focus lontano dalla Superbike. Le vittorie consecutive di Bulega fanno, infatti, ormai da sottofondo al campionato, mentre il primo piano c’è il suo – ormai certo – approdo in MotoGP nel 2027. “Sto facendo tutto il possibile per fare il salto”, ha ammesso il pilota emiliano.

Se il futuro di Bulega sembra illuminato dalle prospettive della classe regina, in quello di Lecuona restano invece ombre da allontanare:
“In questo weekend ho migliorato ancora la mia guida, ma appena mi avvicino a Nicolò lui trova sempre qualcosa in più. Sono contento del livello che ho raggiunto, ma anche frustrato, perché avrei voluto vincere o almeno riuscire a restare con lui per tutta la gara.”
BMW ci mette il cuore
Un weekend non iniziato sotto i migliori auspici per BMW, con Miguel Oliveira al rientro dopo l’infortunio rimediato a Balaton Park e Danilo Petrucci ancora fuori dai giochi dopo l’incidente di Most. Eppure, sul tracciato di Misano, Oliveira non ha perso l’attimo per mostrare il proprio valore, firmando nella Superpole Race una rimonta che lo ha portato dall’11° alla 6° posizione. Uno sforzo che però ha presentato il conto in Gara 2, quando il fisico non ha retto la distanza dei 21 giri, costringendo il portoghese a un ritiro tanto inevitabile quanto doloroso.

A rallegrare il fine settimana in casa BMW ci ha però pensato una lieta notizia: il ritorno di Danilo “Petrux” Petrucci, annunciato per il prossimo appuntamento di Donington, in programma il 10 luglio.

Duello all’italiana: Bimota sfida Ducati
Rapidamente archiviata la questione interna al team Aruba Ducati per definire l’ordine delle prime due posizioni, in Gara 2 tutti gli occhi si sono spostati sulla lotta per il terzo gradino del podio tra il pilota Bimota, Axel Bassani, e il portacolori del Barni Racing Team, Yari Montella.
Un duello combattuto sul filo dei centesimi fino al 17° giro, con il cronometro a fare da elastico tra i due contendenti. A spezzare l’equilibrio ci ha pensato però la curva della Quercia, che non ha perdonato Bassani, disarcionandolo dalla sua Bimota e spalancando la strada verso il podio a Montella. Il campano ha così concluso il weekend di Misano con una tripletta di podi che lui stesso ha definito semplicemente “da sogno”.


