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12 ore di Bathurst 2024: Porsche torna al successo con Campbell/Guven/L. Vanthoor sulla #912 del Team Manthey EMA





La seconda grande endurance dell’anno si conclude dopo una classica gara tanto entusiasmante quanto caotica; nella 12 ore di Bathurst 2024 il trionfo è di Matt Campbell/Ayhancan Guven/Laurens Vanthoor, capaci di sfruttare al meglio le difficili condizioni di bagnato che hanno caratterizzato la seconda metà della gara consentendo alla Porsche Grello #912 del Team Manthey EMA di inaugurare al meglio la stagione dell’Intercontinental GT Challenge powered by Pirelli 2024 nonostante due Drive Through scontati.

12 ore Bathurst 2024
© Manthey EMA (X)

Valida per l’Intercontinental GT Challenge 2024, la 12 ore di Bathurst va in archivio con la seconda vittoria in carriera per Matt Campbell, già vincitore nell’edizione 2019 con un sorpasso da cineteca, e con la prima imposizione per Ayhancan Guven (eccezionale il suo debutto a Mount Panorama) e per Laurens Vanthoor. L’australiano, dunque, dopo la 24 ore di Daytona 2024 conquistata con la Porsche 963 LMDh di Penske, si prende anche Bathurst, con il primo successo nel New South Wales per Manthey EMA. In Australia i tre sono stati autori di una gara magistrale, esplosa nella seconda parte quando, in condizioni miste a causa della pioggia che ha disturbato a tratti la relativa – quiete di Mount Panorama, la Porsche 911 GTR R (992) ha dato il meglio di sé ottenendo così la prima vittoria dal lontano 2019, quando a trionfare furono Matt Campbell/Dennis Olsen/Dirk Werner. Nonostante due Drive Throgh scontati a metà gara (causati da un Pit Stop più veloce degli 85 secondi imposti, e dall’aver erroneamente scontato il primo durante un regime di Safety Car), il ritmo – soprattutto di Campbell – è risultato di gran lunga il migliore tra le 29 vetture in pista, imprendibile anche per i più diretti inseguitori.

Tra questi Jules Gounon che, dopo essere stato protagonista di un giro da brividi che gli ha consentito di ottenere il record a Mount Panorama, è stato ancora una volta autore di una prestazione autorevole a Bathurst, dove tuttavia non è riuscito – per poco – nell’impresa di ottenere la storica quarta vittoria consecutiva (dopo quelle del 2020 con Bentley, del 2022 e 2023 con Mercedes AMG); in ogni caso, da sottolineare come l’equipaggio di Mercedes SunEnergy1 #75, nonostante il gentleman Kenny Habul (CEO di SunEnergy1) in macchina, sia riuscito ancora una volta a dimostrarsi molto competitivo (anche con la garanzia Luca Stolz) e farsi trovare pronto in ogni occasione.

12 ore bathurst 2024
© SRO

In terza posizione conclude l’Audi #22 del Team Wash It Team MPC con K. Van Der Linde/C. Haase/L. Talbot che si sono alternati alla guida durante le 12 ore; trovatasi nelle posizioni di testa dopo una gara regolare e priva di grandi errori, ha guadagnato il podio con una grandissima manovra di Christopher Haase a 7′ dalla bandiera a scacchi. Approfittando dell’attacco non andato a buon fine della Porsche #13 (poi 4a) ai danni di Jules Gounon per accaparrarsi la 2a posizione, si è infilato nella mischia che ha visto coinvolto anche Maxime Martin sulla BMW #46 che, tuttavia non è stata in grado di affondare il colpo decisivo. Haase, in un colpo solo, ha cosi consentito all’Audi di passare dalla 5a alla 3a posizione nel momento migliore.

Guardiamo ora giù dal podio; la Porsche #13 del Team Phantom con J. Evans/J. Eriksson/B. Buus al volante è stata in grado di sfruttare le proprie caratteristiche durante le delicate fasi di bagnato/asciutto rendendosi protagonista di una gara pulita, chiusa appena fuori dal podio per una piccola sbavatura da parte di Evans, proprio nell’attacco alla #46 di Martin a 7′ dal termine.

Per l’appunto, riguardo la BMW #46 de Team WRT, 5a al traguardo con Maxime Martin/Valentino Rossi/Raffaele Marciello, c’è da spendere qualche riga: non che ci fossero molti dubbi al riguardo, ma la 12 ore di Bathurst 2024 ha dimostrato che Raffaele Marciello, al debutto sulla BMW M4 GT3 del team belga dopo 7 anni passati (a vincere) in Mercedes, si sia già adattato alla grande alla vettura della Casa dell’elica, risultando il più veloce dell’equipaggio #46 e – spesso e volentieri – anche dei ragazzi alla guida della gemella #32. Ottima la prestazione di Valentino Rossi, che dopo l’esperienza del 2023 conferma la sua grande crescita e si avvicina parecchio alle prestazioni dei più esperti; solo una sbavatura a The Chase, ma per il resto grande ritmo e ottima gestione dei doppiaggi. Nota un po’ più stonata Maxime Martin; l’esperto belga non sembra essersi a trovato totalmente a proprio agio a Mount Panorama, con una prestazione che non rende giustizia alle sue potenzialità ma comunque consistente.

© Team WRT (X)

BMW che ha visto però la sua flotta dimezzarsi ancora prima di metà gara, con la #32 (D. Vanthoor/S. Van Der Linde/C. Weerts) protagonista di un brutto incidente; partita dalla pole position, si è trovata fuori dai giochi dopo un violento impatto contro il muro in cemento all’esterno di Curva 3 (The Cutting) causato da un contatto con la Ginetta #56, appartenente alla Classe Invitational. Pilota (Charles Weerts) okay, ma BMW che dimezza le sue possibilità di ottenere punti pesantissimi in Classifica costruttori dell’Intercontinental GT Challenge 2024.

Una 12 ore di Bathurst 2024, dunque, che non ha deluso le aspettative e si è dimostrata ancora una volta – tra partenza al buio, diverse Classi, Safety Car, condizioni meteorologiche variabili e la grande sfida del Mountain – una corsa dal grandissimo fascino. Non sarà da meno la prossima tappa dell’Intercontinental GT Challenge powered by Pirelli, con la 24 ore del Nurburgring per la prima volta inserita all’interno del calendario del campionato organizzato da SRO.

La griglia di partenza

Le qualifiche hanno visto primeggiare la BMW M4 GT3 del Team WRT guidata da Sheldon Van Der Linde; il Campione DTM 2022, con il tempo di 2’01″9810 si è guadagnato la pole position ai danni di Mikael Grenier, Maro Engel e Laurens Vanthoor. Parte in 5a posizione l’equipaggio vincitore dell’edizione 2023, ossia SunEnergy1 con Gounon/Stolz/Habul al volante, mentre in 8a piazza scatta la BMW M4 #46 del Team WRT guidata da Martin/Rossi/Marciello, con quest’ultimo al debutto ufficiale sulla vettura bavarese. Ricordandovi che in questo articolo potrete trovare la spiegazione delle Classi e del funzionamento della 12 ore di Bathurst 2024, ecco la griglia di partenza:

Pos.Nr.Team e MarchioEquipaggio
(in grassetto il pilota che effettua la partenza)
Classe
1#32WRT – BMW M4 GT3S. Van Der Linde/C. Weerts/D. VanthoorPRO
2#888Triple Eight Race Engineering – Mercedes AMG GT3 Grenier/W. Brown/B. FeeneyPRO
3#130GruppeM – Mercedes AMG GT3M. Engel/F. Fraga/D. ReynoldsPRO
4#912Manthey EMA – Porsche 911 GT3 RL. Vanthoor/A. Guven/M. CampbellPRO
5#75SunEnergy1 – Mercedes AMG GT3L. Stolz/J. Gounon/K. HabulPRO
6#2KFC Team MPC – Audi R8 LMS GT3 Evo IIR. Feller/M. Winkelhock/B. SchumacherPRO
7#22Wash It Team MPC – Audi R8 LMS GT3 Evo IIK. Van Der Linde/C. Haase/L. TalbotPRO
8#46Team WRT – BMW M4 GT3M. Martin/V. Rossi/R. MarcielloPRO
9#911Manthey EMA – Porsche 911 GTR RH. King/A. Picariello/Y. ShahinPRO
10#88Triple Eight JMR – Mercedes AMG GT3J. Whincup/J. Love/P. Jefri IbrahimPRO
11#77Craft-Bamboo Racing – Mercedes AMG GT3M. Gotz/D. Juncadella/J. OyedaPRO
12#9Hallmarc Team MPC – Audi R8 LMS GT3 Evo IID. Fiore/L. Holdsworth/M. CiniPRO-AM
13#222Scott Taylor Motorsport – Mercedes AMG GT3T. Randle/C. Lowdes/C. WatersPRO
14#48MMororsport – Mercedes AMG GT3G. Wood/J. Le Broq/G. Walden/J. McMillanPRO-AM
15#44Valmont Racing – Audi R8 LMS GT3 Evo IIL. Youlden/B. Shiels/M. Zalloua/S. PiresSILVER
16#93Wall Racing – Lamborghini Huracan GT3 Evo IID. Wall/T. D’Alberto/G. Denyer/A. DeitzSILVER
17#47Supabarn Supermarkets – Mercedes AMG GT3D. Russell/J. Webb/J. Koundouris/T. KoundourisSILVER
18#13Phantom Global Racing – Porsche 911 GT3 R J. Evans/J. Eriksson/B. BuusPRO
19#27Heart of racing by SPS – Mercedes AMG GT3I. James/R. Gunn/A. RIbeiras BouPRO-AM
20#91Wheels FX Racing – MARC IIT. Slade/H. Morrall/C. McLeod/K. KassulkeINV
21#111MRA Motorsport – MARC IIR. Gray/D. Currie/G. DonaldsonINV
22#10Supaglass Racing – IRC GTN. Percat/C. Hill/J. HolingerIRC GT
23#702TekworkX Motorsport – IRC GTG. Emery/P. Tracy/D. Stutterd/M. TwiggIRC GT
24#19Prestige Iveco – Mercedes AMG GT4A. Christodoulou/M. Griffith/D. BliskiGT4
25#25Method Motorsport – McLaren Artura GT4C. Mostert/J. Bryan/W. FlackGT4
26#230Method Motorsport – McLaren Artura GT4T. McLennan/T. Hayman/E. ShutteGT4
27#56Ginetta AustraliaO. Hizzey/C. White/A. Zerefos/P. BucciniGT4
28#701Vortex – Vortex 1.0L. Amrouche/J. Boilot/P. BonnelINV
29#50KTM Vantage RacingT. Harrison/L. Kraihamer/D. CramptonINV

Cosa è successo nella 12 ore di Bathurst 2024 – Riassunto della gara

© Manthey EMA (X)

Il sole non si è ancora palesato all’orizzonte; le uniche luci ad illuminare l’asfalto di Mount Panorama sono quelle delle 29 vetture presenti in griglia. Il silenzio delle prime ore mattutine viene rotto dal canto dei motori turbo e aspirati che risuonano lungo il pendio del New South Wales. I muretti della sezione del Mountain si nascondono bene, sfruttando il buio come principale alleato. In queste peculiari e difficili condizioni – considerate le basse temperature e il divieto di utilizzare le termocoperte – dopo due giri di formazione si appresta a partire la 12 ore di Bathurst 2024!

Sventola la bandiera verde, e il poleman Sheldon Van Der Linde sfrutta al meglio la partenza a bordo della sua BMW M4 #32 per mettere parecchi metri tra sé e il più diretto inseguitore, ossia Michael Grenier alla guida della Mercedes #888 del team GruppeM. In terza posizione il poleman dell’edizione 2023, Maro Engel su Mercedes #130. Passano solamente 10 minuti e la luce del sole inizia a schiarire l’orizzonte, rendendo il Monte un quadro da ammirare per ore; iniziano però anche i doppiaggi delle vetture più lente, con i leader della Classe PRO che si trovano a dover compiere qualche zig-zag improvviso e potenzialmente rischioso.

Si segnala purtroppo già il primo problema tecnico, e ad essere colpita è la vettura #56 di Ginetta Australia (Classe Invitational), costretta al ricovero ai box dopo un principio di incendio sul posteriore. La fregatura.

Passano 70 minuti, ed ecco i primi pit-stop. Tra i PRO, si fermano la #77 (che si trovava 16a assoluta) e la #222 (che si trovava in 12a posizione). Entra anche la BMW #32 del leader Shedon Van Der Linde, che cede il sedile a Charles Weerts, e ai box passa anche la Mercedes #888 (la prima inseguitrice) con Grenier che cede il posto a Will Brown. Weerts è però in difficoltà! Il belga si trova con gomme nuove (e fredde) mentre Brown monta ancora le gomme usate dallo stint precedente di Grenier; l’attacco della Mercedes viene però abilmente rintuzzato dal giovane pilota WRT.

Ma attenzione, questi pit-stop e giri lenti favoriscono la BMW #46 sui cui, dopo un overcut precisissimo operato da Martin, è appena salito Valentino Rossi che riemerge dalla pit-lane in 5a posizione ma davanti al leader della corsa! La #32 di Weerts, la #888 di Brown e la #2 di Winkelhock gli sono infatti alle spalle, e iniziano a premere sul posteriore del Dottore; le scene sono epiche, con una battaglia a 4 che dura 2 giri e tiene tutti quanti incollati allo schermo, senza fiato. La spunta ancora il 9 volte Campione MotoGP, che rimane davanti al trio inferocito grazie al potente overcut.

Si fermano però più tardi di tutti la Porsche #912 di Laurens Vanthoor (che da 4a passa 1a con Guven), la Porsche #911 di Reynolds (che da 9a passa 2a con Shahin) e la #75 di Luca Stolz, con Jules Gounon che prende il volante e torna in pista proprio davanti a Rossi (a tutti gli effetti 4°) e con gomme fredde.

Secondo stint che procede regolare, se non per una sbavatura di Rossi all’ultima curva, che lo costringe a lasciare passare la #32 di Weerts in 4a posizione. Sono passate 2 ore e 22 minuti, e comincia il secondo giro di soste. Si fermano tutti i piloti della Classe PRO, senza che al termine delle soste ci siano ribaltoni; l’unica vettura a perdere terreno è la #75, che da 3a torna in pista 6a dopo un pit-stop molto lento, ma anche la BMW #32 torna dietro alla #46.

© Team WRT (X)

Sono passate 2 ore e 30 minuti, e la classifica è questa: 1a Porsche #912 (Guven), 2a Mercedes #130 (Fraga), 3a BMW #46 (Marciello, per la prima volta in gara sulla M4), 4a BMW #32 (D. Vanthoor), 5a Mercedes #888 (Brown), 6a Porsche #13 (Buus), 7a Mercedes #77 (Ojeda), 8a Mercedes #75 (Habul), 9a Audi #22 (Haase), 10a Audi #2 (B. Schumacher).

A 9 ore e 16 minuti dalla bandiera a scacchi, ecco la prima Safety Car della 12 ore di Bathurst 2024: la Vortex #701 perde il posteriore in curva 7 (McPhillamy Park) rimanendo insabbiata in via di fuga. Sotto regime di Safety Car si fermano le due BMW del Team WRT, la #32 e la #46, per effettuare solamente un rabbocco che possa consentire un overcut in questo terzo stint di gara mettendosi fuori sequenza rispetto agli avversari. Un giro più tardi effettuano la sosta anche la Mercedes #888 di Feeney, l’Audi #22 di Haase e la Mercedes #77 di Ojeda, che scende 10°. Terminata la procedura di Safety Car, doccia fredda per la Mercedes #130, che riceve una penalità di Drive Through a causa di un’infrazione durante il secondo Pit-Stop; Felipe Fraga scende dunque dalla 2a alla 10a posizione, rendendo più complicata la giornata per il Team GruppeM.

Sale così in seconda posizione la BMW #46 del Team WRT con Lello Marciello al volante; dopo 7 anni passati a vincere in Mercedes, l’elvetico si dimostra subito veloce girando sui tempi (se non più rapido) del compagno di squadra Dries Vanthoor, dietro di lui sulla macchina gemella #32 e sulla stessa strategia. Il pluricampione GT World Challenge inizia a ricucire il gap con la Porsche #912 di Guven, leader della corsa, e la raggiunge a 8 ore e 41 minuti dalla bandiera a scacchi; il turco è l’unico dei primi 4 a non aver effettuato la 3a sosta durante la Safety Car, e le sue Pirelli iniziano a soffrire.

A 8 ore e 36 minuti dal termine della 12 ore di Bathurst 2024, ecco la seconda Safety Car di giornata; la MARC II #91 di Morrall (Classe Invitational) perde il controllo in uscita di curva 2, e impatta contro il muretto interno dopo un testacoda. Pilota okay, macchina un po’ meno. I leader della corsa ne approfittano per effettuare un’ulteriore sosta. Per la Porsche #912 è la terza, e comporta cambio pilota (fuori Guven, dentro Campbell), cambio gomme e rifornimento; per le BMW #46 e #32 è la conferma di una strategia che li vede estendere ancora una volta il prossimo stint, con pneumatici che ora hanno 26 giri alle spalle: sulla #46 torna Maxime Martin, sulla #32 torna Charles Weerts. Momenti di Safety Car che giocano a favore anche del Team SunEnergy1, con il CEO Kenny Habul (pilota Bronze dell’equipaggio) che entra in gioco proprio quando le neutralizzazioni consentono di estendere lo stint e far riposare Gounon e Stolz. Habul termina il suo stint proprio in fase di neutralizzazione, lasciando al volante della #75 Luca Stolz che rientra 10° e può approfittare di questa sosta tardiva – e del gruppo compatto – per andare all’attacco e risalire la china uscendo dalla normale sequenza delle soste.

Tutto regolare, ma per poco; un contatto con la #48 di Wood, con cui stava lottando per la testa della classifica PRO-AM, spedisce la Porsche #911 di Yasser Shahin (PRO-AM) in ghiaia di McPhillamy Park; allo scoccare della 4a ora, terza Safety Car di giornata!

Sono passate 4 ore, e la classifica è questa: 1a Porsche #912 (Campbell), 2a BMW #46 (Martin), 3a BMW #32 (Weerts), 4a Porsche #13 (Evans), 5a Audi #22 (K. Van Der Linde), 6a Audi #2 (Winkelhock), 7a Mercedes #888 (Grenier), 8a Mercedes #130 (Engel), 9a Mercedes #77 (Ojeda), 10a Mercedes #75 (Stolz).

Procede tutto tranquillo fino a 7 ore e 8 minuti alla fine, quando accade il disastro: la BMW #32 di Charles Weerts, la vettura che partiva dalla pole position, va a sbattere pesantemente in Curva 3 dopo essersi toccata con la Ginetta #56 che aveva avuto problemi tecnici ad inizio gara! L’impatto è violento, e spedisce la M4 del Team WRT sopra il muretto in cemento, che fortunatamente riesce ugualmente a contenerla in pista. Pilota okay, ma uno degli equipaggi in lizza per la vittoria assoluta è chiamato fuori dai giochi poco prima di metà gara. Quarta Safety Car che dura 20′, e ripartenza che avviene in modo pulito, con Laurens Vanthoor su Porsche #912 inseguito dall’unica BMW superstite, la #46 con Valentino Rossi ora al volante e incalzato a sua volta dall’Audi #22 di Kelvin Van Der Linde.

Siamo a metà gara: dopo un’ulteriore Safety Car (la 6a di giornata) causata – pensate un po’ – ancora dalla Ginetta #56 (Classe Invitational), la Porsche #912 di Auhancan Guven si mantiene in testa seguita dalla BMW #46 del Dottore. L’Audi #22 di Haase si issa fino al 3° posto, davanti alla Mercedes #888 di Feeney.

Nuova Safety Car (7a di giornata), questa volta causata dall’incidente della IRC GT #10 (Classe Invitational), che entra in pista proprio quando delle minacciose nubi nere appaiono sopra Mount Panorama. Tutti effettuano la sosta per montare le Pirelli WET, ma il pit-stop si rivela una fregatura per la Porsche #912 in testa alla corsa, con Campbell che riparte prima degli 85 secondi previsti da regolamento. La fortuna però non volta completamente le spalle a Manthey EMA, che sconta il Drive-Through durante l’8a Safety Car della gara (causata dalla IRC GT #702 di Paul Tracy).

Ma, colpo di scena, la Direzione Gara non è d’accordo: la penalità scontata in questo modo non è ritenuta valida, e pertanto obbliga la Porsche #912 ad un ulteriore passaggio ai box in regime di bandiera verde! Sale quindi al comando la Porsche #13 di Phantom Global Racing con Sebastian Buus al volante. A chi non va meglio è l’Audi #2 di Ricardo Feller che, giudicato responsabile per il contatto che ha portato all’incidente la #10, deve scontare due minuti di Stop & Go.

Ci vogliono 27′ perché la gara riparta in regime di bandiera verde, con la pioggia che è caduta copiosa durante il periodo di Safety Car e che ora accenna a diminuire. Ma non c’è pace a Bathurst! La #702 di Paul Tracy (Classe Invitational) si gira a The Cutting e necessita di essere recuperata. E’ in questo frangente che la Porsche #912 compie il famigerato passaggio ai box ritenuto non valido, mentre all’Audi #2 di Feller è consentito scontare i 2 minuti di Stop & Go durante il periodo di Safety Car, consentendogli di rientrare nel giro dei leader.

Dopo 20′ di neutralizzazione, in cui la pista va asciugandosi aiutata dal cessare della pioggia e dalle miti temperature, si ritorna in bandiera verde. Importante indovinare il momento del crossover da pneumatici Wet a gomme da asciutto, con Marciello in difficoltà sulla BMW #46 che rimane in pista su gomme da bagnato.

La Mercedes #130 di GruppeM è ora leader, con Marciello che, effettuata la sosta, è in 2a posizione. Ma il protagonista è Matt Campbell, che vola a bordo della sua agile Porsche #912 di Manthey EMA in condizioni miste e recupera 20″ ai leader, molto più lenti in ottica di rientrare nella giusta finestra per compiere un pit-stop ottimale che consenta di non effettuare uno splash & go nel finale.

Ancora la IRC GT #10 protagonista, causando una nuova Safety Car – una volta tornata in pista dopo le riparazioni – andando dritta in Curva 2 durante l’out-lap. E la pioggia torna a farsi vedere, questa volta aumentando di intensità! Tutti di nuovo ai box, per tornare a montare le gomme Wet. Tutti, tranne la Mercedes #222 che tenta l’azzardo di rimanere con le slick venendo però ripagata con un testacoda nel Mountain.

Questo consente alla Porsche #912 di Manthey EMA, con Campbell alla guida, di emergere di nuovo in testa alla corsa nonostante i due Drive Through! Ma, ovviamente, non c’è un momento in cui stare tranquilli. Incidente in entrata della Skyline per Jack Le Brocq sulla #48 di M-Mororsport (PRO-AM), che fortunatamente non combina grossi danni e può tornare ai box per riparazioni

Il momento del cambio biancheria per Le Brocq

Campbell riparte dopo la Safety Car causata dalla McLaren #25 (Leader della GT4) anch’essa a muro alla Skyline, e risulta 2″ più rapido degli avversari!

Con la Porsche #912 in 1a posizione, la Mercedes #77 di Maxi Gotz in 2a e Mercedes #75 di Guonon, siamo a 3 ore dalla fine e la situazione è convulsa. Full Course Yellow per consentire alla MARC II #111 di rimettersi dritta nel tortuoso tratto del Mountain, ma la chiamata della bandiera verde genera caos: la Mercedes #130 di Fraga e la Mercedes #888 di Grenier si toccano in uscita da The Chase, con la #888 che ritorna pericolosamente in carreggiata!

Grande rischio per la Mercedes #888 di Grenier

In tutto questo, a 3 ore dalla bandiera a scacchi al comando sale SunEnergy1 #75 con Jules Gounon alla guida, seguito dalla Mercedes #77 di Gotz e dall’Audi #22 di Kelvin Van Der Linde in 3a posizione. Situazione solo temporanea, perché dal giro di soste emerge in testa nuovamente la Porsche #912 del Team Manthey EMA!

Le condizioni della pista rimangono incerte fino all’avvicinarsi dell’ultima ora di gara, quando è la BMW #46 di Maxime Martin a fare capolino per prima all’interno della corsia box per passare alle gomme da asciutto. Ed ecco l’11a (e ultima) Safety Car di questa 12 ore di Bathurst 2024.

“Can’t park there, Sir”

Dopo la ripartenza dall’ultima Safety Car, entrata per recuperare la #701, Campbell continua ad imprimere un ritmo insostenibile per gli avversari che, raggruppati dietro alla Mercedes #75 di Jules Gunon, sono tutti in lizza per concludere a podio la 12 ore di Bathurst 2024! La classifica recita: Porsche #912, Mercedes #75, Porsche #13, BMW #46, Audi #22, Mercedes #888, Mercedes #130.

A 7′ dal termine la Porsche #13 di Evans rompe gli indugi e attacca Gounon a The Chase; finisce però lunga, e viene attaccata dalla BMW #46 di Martin che, tuttavia, non approfitta dell’occasione per portarsi a podio andando lungo all’ultima curva e consente all’Audi #22 di salire alle spalle di Gounon! Due posizioni guadagnate in un colpo solo per Christopher Haase, spettacolo su asfalto.

© Manthey EMA (X)

Gli ultimi giri trascorrono in serenità per Campbell e la sua Porsche #912 del Team Manthey, che tagliano il traguardo regalando alla casa di Stoccarda la prima vittoria dal lontano 2019! In 2a posizione chiudono la 12 ore di Bathurst 2024 Jules Gounon/Luca Stolz/Kenny Habul su Mercedes #75 del Team SunEnergy1, con alle spalle l’Audi #22 di K. Van Der Linde/C. Haase/L. Talbot.

Una gara davvero entusiasmante e ricca di colpi di scena mette la parola fine sul primo round dell’Intercontinental GT Challenge powered by Pirelli, che dà l’appuntamento alla prissima tappa: la 24h del Nurburgring, per la prima volta in calendario, si correrà tra l’1 e il 2 giugno 2024.





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Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Classe '97, appassionato di motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1, IndyCar, GT World Challenge, nonché FIA WEC e FIA Formula E per cui sono accreditato FIA. Con il microfono commento campionati come European Le Mans Series, DTM e Intercontinental GT Challenge.